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Dentro marilyn
Data: 29/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: HegelStrikesBack
... con la testa e non ti preoccupi del resto. Lo ha notato anche lui, dice che non hai mai tirato fuori l’iPhone dalla giacca da quando ti sei seduto al tavolo. Non sei stato inutilmente galante ma forse sei riuscito a farlo sentire speciale. A cena finisce, tocca che qualcuno faccia un passo verso l’altro, tu l’hai già invitato a cena, ora sta a lui rilanciare. Non vuoi che la serata finisca, ma non vuoi nemmeno insistere quindi c’è solo che da sperare. Prende un respiro e con la voce un po’ rotta dall’emozione e dalla paura di aver frainteso tutto ti invita da lui con la scusa di una buona bottiglia di gin che gli hanno regalato per il compleanno. Tu accetti, sperando che non ti stia invitando veramente per bere e basta. Lo segui di nuovo, vorresti che fosse seduto di fianco a te sui sedili di morbida pelle Connolly, a dare un senso ad ogni semaforo rosso, baciandolo incurante delle macchine che s’affiancano, dei ragazzi su un furgone che ti avrebbero urlato froci, dei passanti allibiti. Se ci fosse stata una stradina di campagna avresti anche accostato e lo avresti scopato sul cofano. Ma ce l’hai sulla moto davanti nel traffico di Via Stalingrado e grazie al giubbotto corto non riesci a fare a meno di guardarlo, a non desiderare di toccargli il culo, pensando che sia stupendo anche da dietro. Casa non è lontanissima, in ascensore l’imbarazzo è palpabile. Vorresti saltargli addosso ma Cristo, e se stessi equivocando tutto? La casa è carina, 85 mq ...
... arredati Ikea, coi colori un po’ mischiati, zero tocco femminile in qualsiasi cosa e una tivvù enorme su cui guardare le partite. Emiliano butta il giubbotto sul divano, lo imiti, ti appoggi a uno stipite mentre lui in cucina prepara i gin tonic con l’Hendrick’s, che lui non può saperlo, ma è il tuo preferito. Ti passa il tuo, brindate senza dire a cosa, un sorso solo e poi appoggia i suoi baffetti ai tuoi. È un bacio cortissimo ma è una scarica elettrica, sta per caderti il bicchiere perchè ci speravi e contemporaneamente non te l’aspettavi. Istintivamente ti scosti, lui pensa di aver fatto una cazzata e si scusa. Questa volta sei tu che prendi l’iniziativa, lo porti in cucina, appoggi sul piano di lavoro i bicchieri, lo sbatti contro al frigorifero tenendogli bloccate le mani e lo baci come si deve. Quella sensazione lì non l’avevi mai sentita prima. Ti senti un adolescente con la casa libera da mamma e papà, lo baci che non smetteresti più, hai il cuore in gola, lui ti guarda negli occhi e ci leggi che non desiderava altro e te lo conferma pure quando vi staccate. “È da quando ti ho visto la prima volta che desidero questo.” Gli sorridi, vorresti dirgli che anche tu, anche tu dalla prima volta che l’hai visto vorresti baciarlo e farci l’amore, che lo pensi quando non lo vedi, che quando in palestra non c’è ti preoccupi, ma hai anche un senso di responsabilità nei suoi confronti. Ha solo ventinove anni cazzo, non puoi condannarlo a fare l’amante nella ...