1. Mi piace il tuo stile!


    Data: 30/04/2020, Categorie: Etero Autore: VincentAndTheShades

    ... mi guarda e mi bacia. Un bacio così era la prima volta che lo sperimentavo era appassionato e travolgente. Sono sicuro che una buona parte delle sensazioni venivano da droga ed alcool nel sangue, ma fatto sta, che mi sono lasciato trascinare. Nel frattempo la musica era diventata selvaggia, bonghi e ritmi tribali comandavano le movenze dei nostri corpi, le strusciatine casuali si erano trasformati in veri e propri riti pre-coito.
    
    Chiara, capelli corvini, occhi neri e grandi, la pelle olivastra ed il sudore imperlato sulla fronte si muoveva come un’ossessa. Aveva un seno bello grosso che mi premeva sul petto. Saliva e scendeva facendomi eccitare. Entrambi ci muovevamo all’unisono, come se il mondo intorno fosse lontano un miglio.
    
    Era vestita con un tubino da sera e c’èrano delle trasparenze e dei ricami sul petto. Il vestito le aderiva sul corpo perfettamente. Era molto bella anche se diversa dal mio tipo ideale di ragazza. Non molto alta, magra e formosa con la carnagione più scura della mia.
    
    Non mi guardava, non mi guardava mai. Sembrava fosse concentrata su altro, anche se le sue movenze tradivano tutta la sua eccitazione.
    
    Ad un certo punto la costrinsi a guardarmi negli occhi, sembrava posseduta e pareva che mi stesse chiedendo di prenderla li sulla pista. Le dissi all’orecchio che avrebbe dovuto guardarmi dritto negli occhi ma mi disse che era timida. Io le sorrisi e prendendola in giro, risposi che l’avrei lasciata lì da sola se non avesse continuato a ...
    ... guardarmi. Era come una lotta. Ogni volta che lei si girava io la attiravo e me e la baciavo. Ad un centimetro dal suo volto, la guardavo pieno di desiderio e lei cedeva, chiudeva gli occhi ricambiava il bacio.
    
    Intanto le mie mani si erano fatte audaci e, complice il ballo, cominciai a toccarle i fianchi, il seno e il sedere che mi sembrò stranamente sodo.
    
    C’èra tantissima gente e nessuno si accorgeva di noi. Le presi la mano e la portai sul cazzo che era costretto dai pantaloni e voleva esplodere sotto quel rigonfiamento. Le dissi che la volevo, lei distolse lo sguardo, si girò di spalle e cominciò a strusciarsi proprio sul cazzo. Io da dietro le baciavo il collo e la tenevo per i fianchi in una sorta di reggaeton con la musica sbagliata.
    
    Ad un certo punto fu lei a dire e mi trascinò con se verso una colonna. Vi si appoggiò e mi attirò contro di lei. Cominciai a baciarla come se non ci fosse un domani. Intanto la toccavo, e di tanto in tanto, le stringevo il collo con la mano da dietro e la attiravo a me baciandola con passione.
    
    Non potevo andare avanti per molto, la desideravo e volevo un pompino. Glielo dissi, e lei, sorridendo, mi disse che li, in mezzo alla pista non si poteva proprio fare. Le chiesi se avesse una macchina. Io ero venuto con i miei amici e non ero motorizzato. Lei mi disse che aveva lo stesso problema.
    
    Io la volevo a tutti i costi e le dissi di seguirmi. Ci appartammo in un angolo all’esterno, una zona dove volendo chiunque avrebbe potuto ...