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CON DUE E' MOLTO MEGLIO
Data: 01/05/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Karina
... sostegno del piano superiore dove si trovava l'abitazione non deturpavano affatto quell'ambiente. All'ingresso, il vestibolo, Alex si tolse la giacca gettandola con noncuranza su una cassapanca intarsiata, Attraversammo una sorta di biblioteca fornitissima di libri rinchiusi in mobili di noce scuro a vetrina, oltre questa, vi era un tavolo, due sedie dello stesso legno e un lungo divano..Il terzo ambiente era luminosissimo, la parete di fronte essendo formata da una grande vetrata che dava sull'aperta campagna dal lato opposto della provinciale.. Alle pareti laterali dell'intero salone, quadri che se fossero stati di autori famosi avrebbero valso una fortunaEra un salotto composto da un piccolo Bar, un tavolino centrale, un divano discosto dal muro e due poltrone anch'esse in cuoio scuro.Girai gli occhi attorno un poco intimorita da quel lusso ma sopratutto dalla consapevolezza che nessuno sapeva che mi trovassi lì, con due uomini pressoché sconosciuti che fin dall'inizio avevano palesato le loro intenzioni.Stranamente, come a volte accade, la cosa anziché provocare dentro di me quel panico che sarebbe logico pensare, mi eccitò al punto che sentii la mia fichetta inumidirsi, talmente che temetti che il colare degli umori bagnasse le mie mutandine e i jeans rendendo visibile l'umidore che sentivo. Oltre a questo, i seni che si erano induriti già cominciavano a farmi male . . . Insomma, ero eccitata e impaziente!Il Vecchio si avvicinò guardandomi con aria benevola, portò le ...
... mani ad accarezzami i capelli che allora portavo lunghi dicendomi:� Non vogliamo fare nulla che non desideri accettare, quindi in ogni momento puoi rifiutarti, basta che tu lo dica e l'amico Paul ti riporterà indietro . . .�Si interruppe aspettando una risposta che non venne. Ero rossa come un gambero, con la coda dell'occhio vidi il quarantenne andare a sedersi sul divano. Interpretando il mio silenzio come assenso, le mani dai miei capelli si portarono sul davanti della camicetta che ricadeva sui miei jeans e sbottonò il primo bottone.� Permetti vero?� continuando a guardarmi negli occhi proseguì disfacendo ad uno ad uno tutti i bottoni, aprendo del tutto l'indumento. Non avevo certamente bisogno di reggiseno e infatti non lo indossavo come sovente non lo indosso neanche adesso.Senza staccare gli occhi dai miei, fece scivolare la camicetta dalle mie spalle. Solo allora spostò lo sguardo al mio petto.� Sei bella Lisa, sei tutta bella!� disse.Chiusi gli occhi al tocco delle mani sulle mie tettine, Non le accarezzò, non le strinse ma il suo modo di passare le palme a sfiorare i capezzoli li fece tendere talmente che mio malgrado mi sfuggì un sospiro. Aprendo gli occhi vidi sul divano Paul che si stava togliendo la maglietta rivelando un torso muscoloso e glabro, quindi disfece la cinta e fece scendere la zip aprendo la patta dei pantaloni. Il fatto che uno degli uomini si stesse già spogliando, lungi dall'infastidirmi, mi fece capire che ero nel posto giusto con gli uomini ...