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Il rivale I parte
Data: 03/05/2020, Categorie: Etero Autore: Nadim
... data del matrimonio. Mi ritrovavo spesso ad accoglierla in abbracci consolatori e protettivi durante esplosioni di pianto. Momenti di fragilità che conteneva stoicamente durante i suoi impegni quotidiani ma che faceva esondare quando eravamo soli. La stringevo tenendole la testa appoggiata sul mio petto, le carezzavo i capelli e le spalle con dolcezza, la ascoltavo, sentivo il suo respiro incrinato. Erano quasi sempre pianti silenziosi. Nonostante la drammaticità di quei momenti, ai miei occhi Annalisa restava una donna di una femminilità e di una bellezza disarmanti e l'intimità di quel contatto anche se manifestamente spoglio di ogni forma di sessualità mi provocava un profondo turbamento sensuale. Completammo i lavori di trasloco nella prima settimana di novembre. Il giorno del suo effettivo trasferimento festeggiammo uscendo a cena. Mangiammo buon pesce e tanto vino. Quando la riaccompagnai vicino casa ebbe un momento di tristezza e scoppiò a piangere. Aveva realizzato che avrebbe passato quella notte da sola. La prima dopo l'incidente. Restammo abbracciati in macchina. La stringevo a me e le carezzavo i capelli. Non ricordo come, ma d'un tratto ci trovammo avvinghiati in un bacio furioso, feroce, ...
... appassionato. Ci mordevamo le labbra, le lingue si intrecciavano fameliche. Un bacio che si era nutrito di attese, tormenti, tristezze ed euforie, pulsioni represse che ora esplodevano istericamente. Non riuscivamo a staccarci. Suggerci, assaggiarci, divorarci ci era necessario come il respiro. Le mani, i corpi si cercavano e si stringevano come naufraghi avvinghiati ad un legno galleggiante. Quando però la mia mano s'insinuò sotto le stoffe per sentire a pelle il calore e la consistenza di quel seno che avevo martoriato da sulla maglia Annalisa si bloccò repentinamente e scarmigliata e sconvolta uscì dall'auto farfugliando frasi di scuse e giustificazioni. L'irruenza si era schiantata sul muro del rimorso con la stessa violenza del fuoristrada sulla sua auto. La accompagnai sulla porta di casa e ci salutammo travolti da un malcelato imbarazzo ma la nostra complicità andava oltre e dopo pochi giorni l'episodio era stato accantonato, seppur non avessi certo dimenticato quella voluttuosa sensualità. Nel tempo io ed Annalisa eravamo diventati sempre più complici. Lei era la mia prima confidente e consigliera. Le raccontavo tutti i miei flirt, le mie avventure sessuali, i miei innamoramenti non corrisposti.