1. In treno


    Data: 03/05/2020, Categorie: Etero Autore: Angelo15

    Il treno è sempre lo stesso, quello delle 19. Sempre, naturalmente, che parta in orario. Anch'io sono sempre quello, vita ordinaria, una moglie, due figli, un lavoro. Nessun grillo per la testa. Vacanze rigorosamente a metà di agosto, due settimane che per amor di Dio, già così ci costano un occhio. Mare, rigorosamente. Stesso luogo da più di un decennio. Noioso, dite? Non lo so. Davvero: non lo so. Nel senso che fino a ieri vi avrei detto che no, non c'è noia. Che questa vita mi piace, l'ho voluta, me la sono scelta. Che mi ci trovo bene. Poi...è successo che ieri sera ho fatto tardi al lavoro, più tardi del solito, sono corso in stazione e per fortuna il treno aveva fatto tardi anche lui, il capotreno stava dando il segnale di partenza e io sono salito a volo. Non nella mia solita carrozza, quella dove viaggio di solito e dove oramai conosco tutti. No. Nella prima, la più vicina. Beh, mi potreste dire, potevi spostarti, no? Sì, è vero. Ma avevo corso e sono fuori allenamento. Per cui appena salito, col fiatone per la corsa, mi sono seduto nel primo posto libero che ho trovato. Solo quando il treno è partito mi sono reso conto che era uno di quei posti a tre, vicino alle porte di ingresso delle carrozze, e che di fronte a me c'era una donna che aveva occupato con delle valigie l'altro sedile libero. Ho salutato, ho preso il libro che porto sempre con me e ho cominciato a leggere. E mentre leggevo...è successo. Prima impercettibile, tanto che ho pensato a una casualità ...
    ... dovuta agli scossoni del treno. Poi insistente e allora, senza farmi notare, ho guardato: la donna di fronte a me aveva proprio appoggiato la sua gamba alla mia e in modo palesemente intenzionale la comprimeva. A ogni pressione, faceva anche un movimento di strusciamento, minimo ma evidente. Così, mi risolsi a guardarla bene: più vicina ai cinquanta che ai quaranta, molte tracce di una bellezza che doveva essere stata notevole. Un seno prosperoso che, mi stupii di questo, non avevo notato immediatamente. Non una viaggiatrice abituale, ci avrei giurato, ma piuttosto qualcuna che sta raggiungendo casa dopo essere stata fuori a lungo. Il gioco mi intrigò. Cominciai a rispondere ai suoi movimenti. Ben presto le nostre gambe finirono per accarezzarsi al ritmo del treno. Mi sbagliavo o quello che vidi sul suo volto era un sorriso divertito? Non indossava le calze. Questo lo scoprii allungando la mano e scostando di poco la gonna che le copriva il ginocchio. La tenni ferma lì, stuzzicando la pelle, accarezzando piano. Lei allora avvicinò l’altra gamba cosi ora la mia mano finì imprigionata dolcemente tra le sue ginocchia. Ma improvvisamente si irrigidì, si fece indietro e abbassò la gonna. Rimasi sorpreso e ritirai subito la mano. Al momento non compresi, e mi venne in mente un film di molti anni fa dove una donna stuzzicava gli uomini per poi tirarsi indietro all’ultimo, con il solo obiettivo di creare il presupposto per la sua eccitazione da sfogare altrove… Poi invece vidi avvicinarsi ...
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