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In treno
Data: 03/05/2020, Categorie: Etero Autore: Angelo15
... il controllore e allora compresi. Non appena si fu allontanato, lei mi sorrise ma non riavvicinò le gambe. Mi rassegnai alla perdita del gioco e mi rimisi a leggere. Dopo poco sentii la sua voce, bella, ben impostata, oserei dire eccitante, chiedermi se poteva abbassare un po’ il finestrino. Risposi che per me non era un problema mi misi comodo ad osservarla mentre provava con tutte le sue forza ad abbassare il finestrino. Niente da fare, doveva essere bloccato, perché non si spostava di un centimetro. “L’aiuto, le dissi, e mi alzai”. In quel momento il finestrino cedette di colpo e lei perdette l’equilibrio finendomi addosso. L’abbracciai, per sostenerla, e mi ritrovai con la mia mano sul suo culo, le sue braccia attorno al mio collo. La sua bocca vicina, troppo vicina alla mia… Ci baciammo con violenza, quasi rabbia, come se volessimo strapparci le labbra a vicenda. La sua lingua trovò subito la mia, l’avvolse, la strinse, la tirò. L’erezione fu immediata. Presi una sua mano e me la portai in mezzo alle gambe. Lei senza smettere di baciarmi strinse quasi al punto di farmi male. L’altra mia mano corse sotto la gonna. Ma a questo punto lei mi fermò. Rimasi imbambolato, privato della sua mano, di quel contatto, di quel bacio. Mi sentii nudo. Mi guardai attorno immaginando un nuovo passaggio del controllore ma quando mi voltai nuovamente verso di lei la vidi era lì, sulla porta del bagno e mi fissava. Ci chiudemmo dentro, era uno di quei bagni progettati anche per gli handicap, ...
... ampi, comodi. Ritornammo a baciarci e finalmente la mia mano arrivò agli slip che trovai già umidi. Li spostai e cominciai ad accarezzarla. Quando ancora una volta mi fermò, mi venne da urlare. Ma desistetti quando compresi le sue intenzioni: scostatasi da me si inginocchiò, mi aprì i pantaloni e cominciò uno dei più bei pompini della mia vita. Le tenevo le mani sulla testa guidandola perché non corresse troppo facendomi finire subito. Quando fui al limite fui io a fermarla, a farla alzare a farla girare. Mentre la spingevo a piegarsi e le alzavo la gonna le dissi che purtroppo non avevo preservativi con me. “Non importa, mi disse, vai tranquillo”. E tranquillo andai…la scopai con gusto, piacere, in profondità. Vedevo il mio cazzo, sempre più duro, entrare e uscire da lei. In quella posizione avevo tutto sotto controllo, allargai bene le natiche e mi comparve il buco del culo. Fui tentato di violarlo con un dito ma mi trattenni, mi sembrò troppo. Poi, quando sentii che quasi c’ero, aumentai il ritmo, la afferrai saldamente, ogni tanto le davo un ceffone leggero sulla natica a cui lei rispondeva con gemiti sempre più intensi. Quando venni ebbi l’impressione di inondarla tanto fu il piacere provato. Lei continuò a muoversi, finché la mia consistenza glielo permise e venne in un modo per me originale, con piccoli scatti accompagnati da un gemito prolungato. Uscito da lei, stavo per rivestirmi quando lei mi fermò, prese della carta e, inumiditala, mi pulì. Fece lo stesso per lei ...