1. paola capitolo 1


    Data: 05/05/2020, Categorie: Etero Autore: eughenes

    ... labbra con la lingua e berne il succo�. , ma non era ancora il momento.Le chiesi di girarsi e, spostati i capelli, il rito si rinnovò sulla schiena: gocce profumate sul collo, lievi massaggi, fino al fondoschiena, nel solco delle natiche, che accarezzai voluttuosamente.Non la conoscevo, ma azzardai� l�olio profumato era sceso nel solco delle natiche lubrificando il buchino segreto� infilai il medio �e sospirò in un mantice, alzando il sedere verso di me.Spinsi tutto il dito dentro di lei, strettissima e vergine nel sederino, ma estremamente sensibile e vogliosa.Abbandonai tutti i buoni propositi ed iniziai un lento e sempre più profondo ditalino nel culo e lei si bagnava sempre più ansimando.Infilai tutto il mio dito nel culo e con la lingua iniziai a lambire il suo clitoride. Succhiavo il suo miele, scopandola con la lingua. Sobbalzava e io godevo del suo nettare fra le labbra ed impazzivo nel sentirla così persa nel piacere. Non era porca, ma abbandonata all�estasi del piacere che provava, incapace di controllarsi, ed io con lei.Venne inondando la mia bocca del suo piacere e il mio cazzo era sempre più duro e bramava la sua bocca.Lascai scemare il suo orgasmo, abbracciandola e carezzandole il seno e ripresi baciando le caviglie. Ormai le sue gambe erano oscenamente aperte e mi ...
    ... bramavavano come io bramavo lei.La guardavo e la pregai di toccarsi per me e usando le dita che prima incerte, poi sempre più ardite si infilavano nel suo sesso sempre più veloci ed io mi avvinavo succhiandole appena uscivano dalla sua fica fradicia.Infilai la lingua tra le sue natiche ed iniziai a lubrificarle il buchino stretto che lentamente si rilassava ed alternavo a leccate della sua figa piccola, ma che ormai si era aperta come un fiore alle mie leccate.Ora era pronta perché osassi: presi il tubetto del lubrificante e lo infilai nel suo fiore e mentre continuavo a leccarle il buchetto iniziai a muoverlo. I capezzoli svettavano, e il suo �sì� diventava un rantolo indistinto.Il dito medio frugava il suo culo di nuovo. Mi pregò di prenderla. La girai e fui accolto dal suo nido caldo e bagnato. Provai ad incularla piano, ma era troppo stretto, non riusciva a prenderlo, e mi pregò di usare ancora il dito.Le dissi che le avrei allargato il culo e la presi con un po� di foga: pianse ed entrò solo fino alla cappella. La scopai allora con forza nella sua figa stretta, stringendole il seno con le mani.Dopo un po� le misi il cazzo in bocca e venni come un vulcano e lei bevve tutto stringendosi a me.Uscii di casa sua, senza un domani, aspettando un suo messaggio�. Che arrivò la notte stessa. 
«12»