1. Pomeriggio al sole


    Data: 06/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad

    ... mano che andava piano su e giù, la pertica solida, il glande bagnato che si scopriva ad ogni discesa. Il cazzo mi scattò dritto all’istante, e vorrei vedere!, mentre lo fissavo a bocca aperta. Dovetti fare un leggero rumore, perché d’un tratto il tipo si girò dalla mia parte, ma forse non mi vide, perché tornò a fissare davanti a sé, continuando a masturbarsi languidamente. A quel punto, non resistetti più, mi alzai in piedi e mi misi a guardarlo spudoratamente, mentre quasi senza rendermene conto mi impugnavo l’uccello e cominciavo a menarmelo pure io.
    
    Lui si girò di nuovo e mi guardò, ma senza smettere di masturbarsi: un po’ fissava me, un po’ mi fissava il cazzo, che tenevo in mano. Allora, senza capire più niente, con l’adrenalina che ormai mi scorreva al posto del sangue, mi leccai le labbra asciutte e mi feci avanti, con i suoi occhi che mi seguivano in ogni movimento: andai ad accosciarmi in mezzo alle sue gambe divaricate e accostai il volto al suo inguine.
    
    L’afrore pungente del suo sesso maturo mi penetrò nel naso e nel cervello. Con un gemito di voluttà mi accostai ancora di più fino a sfiorargli con il naso lo scroto peloso… qui l’afrore era dolciastro: di sudore e più intimi aromi maschili. Tirai fuori la lingua e la insinuai tra pelo e pelo, vellicando dolcemente la pelle rugosa; poi risalii leccandogli la mano bagnata e ancora più su… e via via che mi avvicinavo al vertice, l’odore diventava più pungente… più voluttuoso…
    
    Quando arrivai a ...
    ... titillargli il frenulo con la punta della lingua, il ragazzo emise un gemito estasiato e finalmente smise di masturbarsi. Allora persi ogni pudore e d’un colpo gli ingoiai l’intero glande! Oh, chi può mai descrivere la delizia di sentirsi tra lingua e palato una cappella morbida, viscida di sugo acidulo appena sgorgato negli spasimi dell’eccitazione! Lo adoro: è questo per me il gusto vero del pompino. Mugolando di indecente goduria, lo ripulii con la lingua a spazzola, e presi a sbocchinarlo, mentre lui si appoggiava all’indietro sulle braccia e mi la-sciava fare.
    
    Poi d’un tratto, mi cavò il cazzo dalla bocca, e con un guizzo si rialzò, costringendomi però disteso a pancia in giù con una mano sulla schiena. Non ebbi tempo di chiedermi cosa volesse fare, perché sentii che mi allargava le gambe e mi si stendeva addosso, infilandomi nel contempo l’uccello bagnato nel solco delle chiappe.
    
    Cazzo, no!, ebbi un lampo di terrore, chissà che male… Ma in quello stesso momento sentii qualcosa di caldo scivolarmi nel retto e subito dopo il ciuffo crespo del suo pube aderirmi strettamente al culo. Mi era entrato dentro come se niente fosse… un affare così grosso, e senza lubrificanti che non fossero la mia saliva e i suoi umori… Il ragazzo rimase un momento fermo, vuoi per godersi la calda strettura del mio retto che lo teneva come in una morsa, vuoi per dare tempo al mio sfintere di adattarsi comodamente al suo spessore; poi mi passò le braccia sotto il torace, mi pizzicò i capezzoli e ...