1. Il film (parte seconda)


    Data: 08/05/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Gully66

    Avevo elegantemente iniziato a chiamare solo Mauro, sia per intuire meglio i suoi gusti, sia per tranquillizzarlo sul fatto che non avevo accampato scuse per sentire in privato la sua Anna. Scoprii che il loro era un rapporto molto forte, anche se con qualche “crepa” forse dovuta alla non totale comunicazione dei reciproci desideri. Eppure si trattava di una coppia molto complice, almeno questo era stata la mia prima impressione! Mauro mi fece intuire che malgrado frequentassero locali per scambisti e qualche sito d’incontri, avevano realmente “concluso” solo poche e selezionate volte, ma che dopo ogni volta si allontanavano entrambi da questo desiderio e il contatto successivo era sempre temporalmente più distante.
    
    Nelle varie telefonate, avevo intuito che le loro esperienze fossero state semplici: approccio, simpatia e reciproca attrazione e poi scambio e/o giochi insieme. Per accertarmene, decisi allora di raccontare io una mia esperienza che mi aveva molto eccitato, quando la mia compagna, in un noto club della capitale, accettò da un lui di coppia l’invito nella black room dove accaddero cose che non avevo neanche mai fantasticato e che ci donarono sensazioni molto più piacevoli dell’atto sessuale stesso. La reazione di Mauro fu illuminante! “Che fortuna…..” sospirò.
    
    Eureka, avevo colto nel segno, ora dovevo solo capire cosa poteva essere considerato da entrambi una fortuna e se questo poteva essere parte del mio progetto per loro…per noi.
    
    Il passare delle ore e ...
    ... dei giorni, mi trovava sempre in uno stato di eccitazione mista ad incertezza, ma avevo un’idea e dovevo assicurarmi che avrei potuto offrire ai miei complici un’esperienza per loro del tutto inattesa ma al tempo stesso accettabile; ne sarei stato in grado?
    
    Mauro si era più volte “lamentato” che non sapeva se avessi chiamato Anna.Capivo che questo tipo di approccio separato lo ingelosiva e di conseguenza eccitava, ma i patti erano chiari: il contenuto delle telefonate dovevano tenerselo segreto! Decisi di chiamarla.
    
    Sapevo che a quell'ora sarebbe stata sola in casa ed avrebbe avuto tempo per parlarmi indisturbata e ovviamente andai subito alla ricerca di ciò che mi interessava. Dopo i convenevoli della buona educazione, le chiesi di mettersi comoda, su una poltrona o un divano e le confessai la mia eccitazione per il gioco che stavamo interpretando. Le spiegai che il suo uomo era stato giustamente riservato e che io sapevo poco delle loro trasgressioni, quindi doveva essere lei a darmi maggiori indicazioni di rotta. Era molto in imbarazzo e cercava di minimizzare ogni esperienza, raccontandola velocemente e senza particolari, come se fossero cose di cui non valesse la pena dire di più. La lasciai parlare per un po’ e poi stoccai il colpo di fioretto, rischiando anche di far fallire tutto, ma ritenni che era il momento giusto. “Sai Anna, capisco che non ti senta a tuo agio con me, in fondo quasi non mi conosci e lo scopo di questa telefonata è un preliminare ad un’altra ...
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