1. Non era previsto Cap. 6 Un Venerdì raccontato da Anna poi facciamo l'amore


    Data: 10/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Vicx

    “La cosa che mi affascinava di lui era la facilità con la quale cambiava il suo modo di fare, affascinante, spiritoso, dolce un momento, e subito dopo maschio arrapato, duro, prepotente, autoritario”. Una sera che siamo usciti ha voluto che passassimo dal suo ufficio, mi ha sorpreso con un regalo inaspettato. Un tubino corto, nero, senza maniche, collo all’americana, ha voluto che lo indossassi subito…. Li davanti a lui. Un po’ stretto sul seno…. Leggermente aperto sulla schiena… mi fasciava completamente il corpo, ha completato l’opera con un paio di decolletè Louboutin, gli saranno costate un occhio delle testa…. credevo volesse fare l’amore li invece un bacio… un complimento e poi via in macchina con lui. Li…. Mi ha chiaramente fatto capire cosa volesse…. Ha preso la mia testa… e delicatamente l’ha portata tra le sue gambe. Ho cominciato ad armeggiare con la sua cintura, ho aperto i suoi pantaloni, dai quali ha fatto subito capolino quella magnifica bestia che ha…. Mentre la mia bocca pregustava di assaggiare tanto ben di Dio, ho sentito le sue mani trafficare con il bordo del mio vestito… tirarlo su fino alle mutandine… indossavo un perizoma ridottissimo…. Lo ha spostato e ha cominciato a giocare con il mio buchino, mugolavo mentre ingoiavo il suo cazzo. Eravamo in autostrada ormai… ed ho avuto come l’impressione… che nei sorpassi, quando superava i tir, quasi riducesse la velocità, si soffermasse, come voler dare la possibilità all’autista di godersi una scena simile. ...
    ... Forse l’ho immaginato, ma lui avrebbe potuto farlo senza che io avessi la forza, la volontà di oppormi. Umettava le sue dita, per bagnarmi il culo, poi mi ha fatto tirare su, aveva uno strano oggetto in mano, un cono di silicone credo, stretto in punta ma abbastanza largo alla base, bè direi molto largo. Ha voluto che lo bagnassi, che mimassi con lui le attenzioni che fino ad allora avevo rivolto al suo cazzo. Poi lo ha preso… lo ha puntato sul buchino… ha spinto, e lo ha infilato tutto, tutto dentro…. Oddio Stefano…. Lo sento ancora dentro adesso…. Rivestiti adesso mi ha detto. Come? Lo tolgo? Niente affatto…. Tienilo, sistemati le mutandine… il vestito…. Stasera lo terrai per me. Di quella serata ricordo la difficoltà iniziale di avere movimenti fluidi… la sensazione provocante di essere tra la gente e di celare il segreto di avere qualcosa infilato nell’ano, era una eccitazione non solo mentale però, amplificata dalla reale sensazione di avere qualcosa che veramente mi stava penetrando. Avevo paura che qualcuno si accorgesse della mia condizione, mentre lui giocava tenendo a volte andature più svelte, poi più lente… obbligandomi con una scusa qualsiasi a piegamenti improvvisi. Credo che sul mio viso ci fosse un’espressione di appagamento difficile da nascondere, da non riconoscere, mentre lui mi sussurrava a volte parole dolci, altre volte meno… quasi volgari, ma… Stefano ti senti bene? Cos’hai… cos’hai tra le gambe oddio non ti ho mai visto così eccitato… sei un porco lo ...
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