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Nuovo lavoro??
Data: 16/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: maledesire
Avevo bisogno di soldi e lessi quell’annuncio nei tunnel della metro. Cercavano nuovi volti per piccole pubblicità. Chiamai e mi fissarono appuntamento in una villa fuori città. Feci molte foto indossando costumi di vario colore. Poi mi offrirono più soldi per pose con il culo scoperto e acconsentii. Presi 300 euro per due ore di pose. Il fotografo, un uomo sui trent’anni, entrò nei camerini insieme con un altro ragazzo che aveva posato mentre io mi stavo asciugando dopo la doccia per ripulirmi degli olii che avevo sul corpo. Ero seduto sulla panchina e lui, mentre l’altro ragazzo entrava in doccia, mi si piazzò davanti dicendomi a bassa voce che un suo amico aveva una casa di produzione gay dove mi avrebbero pagato molto. Io dissi che avevo la ragazza e lui, mentre si spogliava, mi rispose che potevo limitarmi a fare delle riprese con dei dildo invece di cazzi veri ma che la mia disponibilità era cmq commisurata al compenso. “Io sono diretto. Sei molto sexy e hai un culo da favola ragazzo, inoltre hai la faccia da suora puttana che attizza l’uccello. Secondo me hai più chance del ragazzo in doccia. Lui è un abile pompinaro e quindi se vuoi che segnali te al suo posto datti da fare con lingua e bocca”. Mi prese per i capelli e mi spinse sui suoi slip gonfi facendomi strusciare il viso attorno. Fui preso alla sprovvista ma quel gonfiore, quel forte mix di odori di piscio e sudore mi penetrarono nella testa. Una sensazione stranissima e mai provata, non di ...
... ribrezzo ma di godimento assoluto. Cominciai ad annusare e leccare quegli slip come fossero fonte di ossigeno vitale. Mi concentravo negli incavi tra palle e coscia cercando di passare con la lingua sotto l’elastico. Mio unico desiderio era assorbire quel mix con naso e lingua come se fosse una linfa vitale per la mia esistenza. Mi prese per i capelli tirando indietro la mia testa e allontanandomi con mio gran dispiacere. Con la mano libera fece scendere i suoi slip e il suo cazzò balzò sull’attenti come una molla. La cappella rossa e gonfia era umida di precum. I miei occhi erano attirati come da una calamita. “Lo sapevo.. una vera cagna sei. Apri la bocca!”. Lo feci e lui ci sputò dentro poi fece scendere della saliva sulla cappella e mollò la presa sui miei capelli. Io abbassai lo sguardo verso quella meraviglia e senza che me lo chiedesse mi avvicinai alla cappella, con la lingua prima gustai il suo precum e poi la sua saliva. Percepii anche sapore di piscio recente e questo mi eccitò ancor più. Anche il mio cazzo era teso e dritto. Poi lui con le dita spinse il suo cazzo verso l’alto con la cappella che appoggiava quasi sull’ombelico. E io mi fiondai sulle sue palle annusando, leccando e succhiando il suo sudore, salendo lentamente lungo l’asta ma la sua mano mi impediva di prendere in bocca la cappella. Scendevo verso le palle, le annusavo, prendevo in bocca entrambi i coglioni, infilavo la lingua verso l’ano e risalivo lungo l’asta che sentivo ...