1. Ritorno a Venezia


    Data: 20/05/2020, Categorie: Etero Autore: Vampir2

    ... subito ed in senso positivo, vidi in lei qualcosa di erotico che andava oltre la media e la sua grande dolcezza. Infatti già dalla prima volta che facemmo l’amore potetti rendermene conto ed anche adesso mentre scrivo e dopo che ci siamo lasciati definitivamente da tanti anni, rimpiango il suo modo di fare i pompini. Ok.! Meglio non distrarmi per non perdere il filo!! Tornando a noi, eravamo gli unici ospiti del taxi-motoscafo e ci sistemammo a poppa restando in piedi. Io con la schiena verso il bordo l’abbracciavo forte da dietro facendogli sentire tutta la mia eccitazione, lei con un braccio dietro di me mi tirava a se per sentirla meglio. Hai visto come ti guardava il tassista? -Le sussurrai all’orecchio.- - Ma che dici? Rispose lei, come se non si fosse accorta di nulla. - Ah no?! Anche ora ti sta guardando dallo specchietto retrovisore, guarda! In effetti anche Silvia dovette darmi atto che il tassista non toglieva un attimo lo sguardo da noi. - E’ vero, dai facciamo i bravi. - No, togliti le mutandine che lo fai impazzire!! - No, ci sta guardando e mi vergogno! - Che ti frega, tanto mica ci conosce! E poi mica viviamo a Venezia! - No, mi vergogno, non ce la faccio! Diceva così ma sapevo che era eccitatissima e ne ebbi conferma quando alzata la lampo anteriore di qualche decina di centimetri le misi una mano tra le gambe e la vagina era un lago infuocato. Silvia non fece nulla per fermarmi. Sotto le carezze della mia mano si decise, si chinò appena e si sfilò le ...
    ... mutandine e con un gesto delicato aprì la sua Gucci nera e lentamente le fece sparire. A quel gesto così delicato e nello stesso tempo eccitante le mie mutande non riuscivano più a contenere il mio cazzo, ora si.. durissimo. Lo sguardo del tassista era una presenza fissa tra noi due e Silvia che ogni tanto lanciava lo sguardo verso di lui parve non dispiacere affatto. Anche se non ve ne era bisogno bagnai le dita della mano destra di saliva e la spalmai sulla sua fica, alzai la zip posteriore ed in un solo colpo entrai dentro di lei. Fu come tuffarsi in un lago caldo ed accogliente. Ci muovevamo in silenzio sapendo di non essere soli, ogni tanto baciandola sul collo guardavo verso lo specchietto retrovisore ed il tassista era sempre lì, si toccava le parti intime senza staccare lo sguardo su Silvia con la massima discrezione, con Silvia che si muoveva come se lui non esistesse. Il rallentamento della barca ci avvertì di essere quasi arrivati a destinazione, accelerai i movimenti ma sentendo che Silvia non era ancora pronta a godere sfilai il mio cazzo gocciolante e ci ricomponemmo in fretta. Il viso di Silvia era diventato rosso fuoco. Saldato il conto il tassista ci disse soltanto: - Grazie, saprò a cosa pensare questa sera. - Anche noi! – risposi, mentre Silvia si era già allontanata con gli occhi che guardavano lontano. Quelle poche parole del tassista non passò inosservata; arrivati in hotel continuammo a fare sesso pensando a come sarebbe stato se il tassista (che molto ...