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La rimpatriata (2° parte)
Data: 20/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: crigio
... Quindi, torniamo su finché ci rimane dentro solo la cappella, che iniziamo a masturbare per un po’ con un saliscendi veloce. Poi, li ingoiamo nuovamente per tutta la loro lunghezza e risaliamo replicando il movimento precedente. Con voce strozzata, Knut dice ad Enrico: “Ehi, amico! La mia troia mi vuole fare impazzire!”. “A quanto sembra sono d’accordo, perché anche la mia ha la stessa intenzione!”, ribatte Enrico. Io e Pino ci guardiamo sorridendo, ma Knut aggiunge, sempre rivolto al gigantone: “E allora si meritano una bella punizione, non credi?”. “Oh sì, una punizione esemplare!”. Io e Pino ci giriamo l’uno verso l’altro con sguardo interrogativo, proprio mentre i due stalloni ci assestano un colpo secco di bacino nelle viscere facendoci scivolare dalle poltrone. Rimaniamo impalati sui loro cazzoni senza la possibilità di rialzarci. Loro ci sollevano sorreggendoci dalla schiena e ci buttano sul letto. Si caricano le nostre gambe sulle spalle, si appoggiano con le mani sul letto ai lati delle nostre teste, puntano i piedi e iniziano a sbatterci facendoci urlare come degli ossessi. Ci affondano dentro colpi su colpi, sbragandoci gli sfinteri. Un nuovo orgasmo anale mi esplode istantaneo, senza alcun preavviso: nessun calore, nessuna scossa lungo la schiena, nessun tremore alle gambe, ma solo un terremoto interiore che mi devasta tutto il corpo e mi fa diventare il cervello completamente liquido. Sento che anche Pino accanto a me è colto da convulsioni ...
... violente e sbatte la testa a destra e a sinistra, mentre Knut gli lacera il culo. I due stalloni continuano a trapanarci, incuranti del nostro stato, finché, d’un tratto, con uno strattone estraggono i loro cazzoni da noi trascinandoci fuori dal letto per metà dei nostri corpi, lasciandoci con le chiappe sospese nel vuoto e ancora in preda a spasmi incontrollabili. Knut ed Enrico si levano in piedi davanti a noi, ansimanti per la prestazione appena sostenuta e con i cazzi ancora pieni di vigore, e, dandosi il cinque, ci fissano con sguardo infoiato mentre ci contorciamo sul letto. Io e Pino ci giriamo l’uno verso l’altro abbracciandoci nella speranza di arrestare gli spasmi, ma i miei non fanno altro che eccitare di più lui e viceversa. “Scusa, Giò. Questo non l’avevo previsto”, mi fa con voce tremante, e stavolta sembra sincero. Quando pare che ci stiamo calmando, Knut si china su Pino, gli tappa la bocca con la mano e gli sussurra: “Ehi, tesoruccio. Non ti dispiace, vero, se mi sbatto anche la tua amica puttanella?”. Pino è praticamente costretto a dire di no con il capo, mentre io, sentendo quelle parole, ho un moto di terrore. Nonostante quella fosse anche la nostra idea iniziale, ora che sono in preda ad un orgasmo che non accenna a finire, il pensiero di essere ancora scopato mi fa accapponare la pelle. Ma Knut non se ne cura e si sdraia sul fianco sinistro dietro di me, mi solleva la gamba destra e mi perfora il culo con un colpo secco. Io urlo, non di dolore, ...