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Non sapevo che quello era un addio
Data: 23/05/2020, Categorie: Etero Autore: Morena88
“Ho voglia di fumare e mentre fumo, spogliati” mi avevi ordinato. Ordini mai che mi mettessero a disagio o in difficoltà. Ordini che avevo iniziato a cercare come l’aria. Erano il mio respiro. Con timore interiore, mi sono spogliata di fronte a te, ad ogni pezzo d’abbigliamento tolto, il mio imbarazzo diventava enorme. Ogni battito aumentava, provavo imbarazzo per il mio fisico. Sapevi bene la mia storia, apprezzo il fatto che tu avevi preso parte al mio miglioramento in questo. “Sei bellissima, non provare imbarazzo per come sei. Sei splendida” mi dicevi. Con lo sguardo basso, cercavo di farmi coraggio di aprirmi a te. I tuoi occhi erano lo specchio della tua anima, oscuri e pieni di passione. Descrivevano l’abisso più profondo. Immergersi era facile. “Vorrei che anche tu fossi nudo” ti ho sussurrato. Eri il mio quadro vivente, uno splendore umano. Non vedevo solo l’ovvio, io vedevo la tua mente, vedevo le tue irrealtà attraverso di te. Ti sei spogliato, ti sei fermato di fronte a me, dandomi il tempo di riempirmi gli occhi con la tua arte posseduta. Con forza mi avevi baciato, tirandomi i capelli, facendomi sentire la dominazione attraverso il dolore fisico. Chiudendo gli occhi, memorizzavo nella mente i tuoi tocchi, senza timore respiravo il tuo profumo, gustavo la tua bocca registrando il sapore. Con la mano sinistra mi sfioravi le spalle, mentre con l’altra mi accarezzavi il seno, stringendolo, soppesandolo. “Dimmi chi sei?” “Sono la tua sottomessa, la tua schiava, la ...
... tua stanza” “Brava” mi hai risposto sorridendo. Appena un accenno.. a me bastava, eri felice, lo ero anche io. L’attimo in cui la tua bocca ha morso il mio capezzolo, il mio corpo è esploso in una serie di scariche, brividi intensi scorrevano talla testa fino ai piedi. Tu non lo sai come vorrei ridurre il tutto a quella sera, senza fare sul serio, avrei voluto distrarmi, prendere l’attimo che mi stavi regalando. Ero solo un ingenua, ero tua, volevo te sopra di me, volevo essere nelle tue mani. Solo un'avventura. “Toccami” Penso alle tue avide mani, alla tua forza ... al freddo che faceva, al caldo che emanavi. Mi avevi tolto il respiro quando le tue mani avevano raggiunto la mia intimità. Solo noi, noi e la nostra intensa. Troppo freddo fuori, ma allora tu mi davi calore. Il mio corpo bruciava ad ogni tuo tocco. Le tue dita stavano aprendo la strada verso l'abisso. Dentro e fuori, mentre con il pollice stimolavi la clitoride. Senza timore urlavo il mio piacere, il tuo godere. Era quello che sentivo, vedevo solo te, credevo solo in te. Quando ho iniziato a tremare, a sentire le prime scariche elettriche dell’orgasmo, di colpo ti sei fermato, mi hai girata e fatta mettere a caproni. Ero con il sedere in alto, le mani lungo sull’erba sotto di noi. Una posizione esposta, eccitante che adoravo. Due schiaffi arrivano sulle mie natiche, in rapida successione altre ancora. Mi avevi presa alla sprovvista. Veloci, forti, dolorose, deliziosamente piacevoli, eccitanti. Sentivo il sangue ...