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Non sapevo che quello era un addio
Data: 23/05/2020, Categorie: Etero Autore: Morena88
... salire nella superficie, mille formiche sulla pelle. Sentivo i miei umori scorrermi lungo la fessura, iniziavano a scendere giù per le cosce. Mi hai toccata, prendendo parte del mio bagnato e distribuito sul mio ano. I miei fianchi cercavano il tuo tocco. Ero sull’orlo del precipizio. I miei urli si liberavano nella notte profonda. Ero vicino all’apice. Mi facevi sentire quello che mai ho sentito, quello che mai avrei più sentito. Due menti affine, due anime sperdute, ritrovate nell’autodistruzione, curate con il dolore e controllo. Un’altra serie di colpi si erano precipitati su di me. Prima una doccia fredda di sorpresa, subito dopo era il caldo piacevole dolore in contrasto con il piacere. Mi stavo bagnando sempre di più, ero la tela della tua creazione. Sapevi bene cosa desideravo, me lo hai sempre dato, in un modo o nell’altro. Con la pelle in fiamme, il respiro al limite, mi hai riempita con il tuo cazzo. Un solo movimento. Mi era bastato quello e mi sono lanciata giù dal precipizio. Ho ...
... chiuso gli occhi e sono caduta nella freschezza dell’orgasmo, la forza mi faceva tremare in modo incontrollato i muscoli del mio corpo, mi sono vestita con la brezza serale, abbandonandomi nelle tue braccia. Con colpi forti, mi punivi per il mio imprevisto orgasmo. Non ti rendevi conto che più intensi erano i tuoi movimenti più urlavo, più tremavo, più mi alzavo verso la cima del precipizio prendendo il posto per saltare ancora? “Assaggia” mi avevi detto, mettendomi sulle labbra le dita che fino a poco prima erano dentro di me. Profondi colpi di penetrazione, mi torturavi con la forza delle tue spinte. Nessun scopo, nessun secondo fine. Solo il nostro piacere, il tuo ed il mio. Le mie mani stese come se fossero legate da una fune invisibile. La mia posizione esposta a te, per te. Prendevo quello che volevi darmi. Mi toccavi nella mente. Ti ho sentito aumentare le spinte, avevo sentito le tue mani sulla mia clitoride, la spinta verso l’alto del precipizio. Non sapevo che quello era un addio...