1. 2. Il parcheggio del fast food


    Data: 27/05/2020, Categorie: Etero Autore: Cavernoso

    Parte 2 Carlo si sedette in macchina e la aspettò per una decina di minuti. “Cazzo, vuoi vedere che l’hai intimorita con quel commento? Per provare ad essere malizioso, hai fatto la figura del pervertito”. Era quasi sicuro che Simona non sarebbe arrivata, magari si era già allontanata per fatti suoi. C’era da dire però che era davvero un bocconcino in quella divisa. Non sapeva come fosse possibile, ma si sentiva davvero stuzzicato. Alla fine si sbagliava, ecco Simona che avanzava nel parcheggio per raggiungere la sua macchina. Non aveva tolto la divisa. Aveva i pantaloni neri ma non aderenti, di tessuto fresco ed una camicia rossa a maniche corte, forse stretta per lei, tanto che un bottoncino era un po’ spinto in fuori dal seno ed era completamente aderente. “Certo che potevi scegliere un posto più comodo per parcheggiare!”, disse lei entrando in macchina. “Ora dimmi la verità: prima a cosa stavi pensando, maniaco?”. “Alla casa al mare” “Lo sapevo. Sempre a quello pensi! Ultimamente non vedi molta figa, eh?” “Simona, indipendentemente da quanta figa veda, le nostre scopate rimangono epiche” Cosa stava succedendo? Si sentiva nella macchina una tensione erotica fortissima. Si stavano guardando le labbra da quando erano entrambi in macchina. “Ah sì? Pensavo ti trovassi meglio con Gaia, quella nanetta 18enne.” Carlo nel frattempo aveva allungato la mano destra sulla gamba sinistra di Simona e la risaliva, puntando con decisione verso ciò che desiderava. “Gaia? Non ci ...
    ... trovavamo, né caratterialmente né fisicamente. Una storia fallita.” Anche Simona portò la mano sulla gamba di Carlo ma decisamente più in alto, puntava già al pezzo forte. “Un po’ come me e Alessandro. Un cretino patentato che si sborrava le mutande ai preliminari” Detto questo Simona prese il pene di Carlo con forza, trovandolo leggermente sveglio. Lo percorse da sopra il pantaloncino e lo sentiva crescere. “Non come te che non ti bastano 100 eiaculazioni per placarti” Carlo si avvicinò e la baciò. Aveva delle labbra morbide e calde, invitantissime, e con la lingua già si avvinghiavano. Gli era mancata terribilmente. Aspetta, mancanza? Ma che gli succedeva? Simona continuava a percorrere il pene, che diventava duro e lungo al suo tocco. Adorava quella sorta di magia degli uomini. Una parte del corpo che cambiava, faceva la metamorfosi. Carlo era sceso sul collo e la baciava lì, con una mano che le stringeva la nuca. L’altra era andata ovviamente al seno, lo prendeva con forza, si riempiva la mano. Armeggiò con i bottoni e da sotto fece capolino il reggiseno. Simona tolse il pene dal pantaloncino e lo liberò anche delle mutande. Una verga di lodevoli dimensioni, non lunghissima ma abbastanza spessa, la salutò. Mentre Carlo riprendeva i rapporti col suo seno, lei si dedicò al pene. Prima saggiò i testicoli, gonfi, li percorse con un dito, lasciandosi stuzzicare dai peli. Poi risalì alla base, continuando a toccarla con un solo dito e fece più giri attorno, per poi salire per tutta la ...
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