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2. Il parcheggio del fast food
Data: 27/05/2020, Categorie: Etero Autore: Cavernoso
... lunghezza e riscendere. Carlo sembrava apprezzare, perché sorrideva ed aveva un po’ il fiato corto. Forse stava solo apprezzando la consistenza del suo seno? Simona iniziò a segarlo, senza nessuna fretta, senza nessuna aggressività. Mentre il pene cresceva, lei lo stringeva e Carlo rispondeva provando a farlo diventare più grosso ed eretto. Lo scappellò, mostrando un glande rosaceo e imperlato di liquido. Era davvero bello da vedere quel pene. Iniziò ad aumentare il ritmo, mentre Carlo aveva lasciato il suo corpo e si era completamente appoggiato al sedile. Simona non sapeva se farlo venire. Non poteva finire così, anche perché lui non la toccava e sarebbe diventata una cosa meccanica. Continuò per un po’, finché decise di dare una svolta. “Cà, scendi dalla macchina e gira dal mio lato.” “Cosa?” “Dai, muoviti.” Carlo fu spiazzato, non sapeva se agire e fidarsi. Il posto in cui aveva parcheggiato era davvero isolato dal resto ma contemporaneamente esposto. Nessuno di quelli che entrava nel parcheggio avrebbe guardato in quella direzione, soprattutto perché c’erano posti più vicini al locale. Una volta che però avrebbero guardato casualmente in quella direzione, non avrebbero potuto non notare quella macchina lontana da tutto, con un ragazzo in piedi dietro la portiera ed una ragazza dentro. Non poteva però perdere quella occasione. Si coprì al meglio ed uscì dalla macchina, girando quasi di corsa. Simona aveva già aperto la portiera per nasconderlo. Si chinò su di lui, tolse ...
... nuovamente il pene e lo mise in bocca. Lo bagnò per bene, facendolo scendere quasi in gola, poi lo tolse e lo guardò un po’. Decise di baciare il glande, una, due, tre volte. Passò la lingua subito sotto a questo, sentendo Carlo che si lasciava scappare una espressione di stupore. Leccò un lato, poi l’altro. Leccò un testicolo, poi l’altro. Ora era bello umido. Lo mise nuovamente in bocca ed iniziò a prendere ritmo. Con la lingua accompagnava l’entrata del pene, rendendo l’esperienza paradisiaca per lui. Quando lo toglieva dalla bocca, riprendeva a baciarlo o a leccarlo. “Simo, cazzo, ci sai proprio fare” “Guardati intorno, non vorrei che qualcuno ci veda” Mentre si guardava attorno, lei strinse i testicoli, facendolo sobbalzare. “Ma sei scema?” “Sei proprio carico!” Lo mise ancora in bocca e riprese l’opera, accompagnandosi con le mani stavolta, che passavano dal masturbarlo a toccare i testicoli. Finché non decise che doveva venire. Aumentò il ritmo con la bocca, poi lo tolse e lo masturbò con forza e velocemente. Carlo si trovò ad avere un fortissimo orgasmo e non poté fare a meno di lanciare un piccolo urlo. Lo sperma inondò le labbra di Simona, che lo stava rimettendo dentro in quel momento. Era bollente, con quel sapore così tipico. Era parecchio e siccome il pene non era completamente dentro la bocca, lo sperma uscì fuori. Percorse gli angoli della bocca, arrivò sul mento e gocciolò sul seno scoperto, macchiando un po’ la camicetta. Quello che era arrivato dentro la ...