1. L'Elementalista ( 6 di 8 )


    Data: 27/05/2020, Categorie: pulp, Autore: Hermann Morr

    ... dell'ovvio, la donna seduta su uno degli sgabelli non era un'ombra. Era sottile, i tratti, i capelli, gli occhi erano quelli delle cinesi, come anche il corpetto di seta che indossava, verde, senza maniche, stretto al collo. Fumava una pipa lunga e sottile quanto lei, li guardava. Tigna vuotò il suo bicchiere e si alzò. " E' stato un piacere, ma ora non voglio essere di troppo, vai che è tua ! " Fine dell'ora d'aria, l'amico tornava alla sua moto e Milo tornava ai suoi guai andandosi a prendere uno sgabello davanti alla sconosciuta. " Ciao, cosa ti offro ? " " Grazie, qui hanno un liquore di bambù molto buono, prendine anche per te. " Non si era presentata, Milo era molto in imbarazzo, anche spaventato, quella che aveva davanti era chiaramente una elementale, ma per la prima volta non riusciva a capire di quale genere, di conseguenza non sapeva come comportarsi. Soprattutto non poteva prevedere come si sarebbe comportata lei. " Non sai cosa sono, vero ? Pensavi che gli elementi fossero solo quattro ?. " Quattro in Europa, ma per esempio nella tradizione cinese sono cinque. Il fumo della pipa nell'aria sapeva di radice, anche il liquore aveva un suo sapore, eppure lui non li aveva mai provati prima. Se non venivano dalla sua memoria allora quei sapori dovevano essere parte di lei, il suo elemento. " Forse indovino: Legno ? " Quando sorrideva le palpebre le si gonfiavano fino a sembrare delle sacche. " Proprio io, piacere di conoscerti, e rilassati, il Legno non mangia persone ...
    ... ! Anzi la mia funzione è rendermi utile, è il tuo bisogno che mi ha chiamato, in realtà anche per non essere l'unica scema che rimane senza integrazione.. " Sapendo già cosa si intende per integrazione da quelle parti rimase un attimo perplesso, era chiaro che loro non hanno le difficoltà che affliggono le umane, ma comunque una cosa così diretta in quell'ambiente elegante gi sembrava fuori posto. Lei però confermò le sue parole alzandosi, prendendolo per mano e conducendolo a una scala nel fondo. " La sconosciuta che vuole fare cose senza preliminari è una fantasia molto comune tra la tua gente, no ? " Il piano di sopra sembrava un albergo a ore, ma vuoto. Un corridoio anonimo, file di porte uguali da cui non arrivava nessun rumore, lei ne aprì una apparentemente a caso, la stanza conteneva solo un letto, un lavello e una finestra, il pavimento era di assi e cedeva sotto i piedi, doveva avere una intercapedine come quelli delle palestre. Lo spogliò, lo fece stendere a faccia in giù e si mise a massaggiarlo, partendo dai lati del collo. " La Salamandra è la cosa più lontana da quel che sei, potremmo dire che è il tuo inconscio, per questo è lei ad avere la chiave che ti serve. " Le scapole scrocchiavano sotto le sue mani, il materasso si faceva caldo. " Non riesci ad avvicinarla, ma il Fuoco non può vivere da solo, ha bisogno di due cose per esistere: Legno e Aria." Era passata alla spina dorsale in cerca di punti contratti da allungare. " Tu hai già imparato a essere Aria, ...