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Taxi... la mia cliente preferita
Data: 29/05/2020, Categorie: Etero Autore: Fedani
Mi ricordo ancora quel giorno, come se fosse ieri. Era appena arrivato l’autunno, la pioggia ormai era all’ordine del giorno e mi ricordo perfettamente di quel pomeriggio, in cui salì, mentre osservavo le foglie degli alberi mutare colore, una bella ragazza, castana, occhi chiari, viso angelico. Mi diede subito l’indirizzo, e le avevo subito detto che era distante e che il conto sarebbe stato, a mio malgrado, salato. Lei sorridendo, mi disse di non preoccuparmi e di andare pure con calma, a patto di accendere il riscaldamento, perché era zuppa a causa della pioggia. Ancora rapito da quegli splendidi occhi, mi svegliai di colpo al suono di un clacson di una macchina dietro di noi, e ridendo entrambi iniziammo la corsa. Il riscaldamento iniziò subito a fare il suo dovere. Alice, cosi si chiamava la ragazza che stavo accompagnando, si tolse subito il giubbotto, mostrando così un bellissimo fisico, sottolineato dal vestito bagnato che le stava bello aderente. Aveva un abito/gonna, color carta di zucchero… bagnato, che andava ad incollarsi come una seconda pelle.. e facendo intravvedere il suo seno, segno che non indossava il reggiseno. Era splendida. Con quel vestito e i suoi capelli bagnati che incorniciavano il suo bellissimo viso. Era estremamente sensuale, e facevo fatica a concentrarmi sulla guida… il mio sguardo era fisso sul finestrino retrovisore, per spiare quella bellissima ragazza. Alice aveva notato il mio ...
... sguardo su di lei, ma questo non le dava fastidio, anzi, rispose al mio sguardo con un sorriso malizioso. Io non capii, anzi mi sentii in imbarazzo. Lei mi appoggiò una mano sulla spalla, io allora ripresi a guardare dallo specchietto… Inaspettatamente Alice aveva allargato le gambe, facendomi vedere così delle bellissime mutandine bianche che aderivano al suo corpo tonico. Successe tutto in brevissimo tempo. Vidi la mano di Alice, iniziare ad accarezzare la propria intimità da sopra le mutandine, mentre mi guardava, con uno sguardo malizioso e un sorriso da monella. Con l’altra mano libera fece scendere l’abito liberando il suo seno, bello, sodo, e iniziando a giocare con i suoi capezzoli mordendosi le labbra… Io ero in estasi, non riuscivo più a concentrarmi sulla strada… allora, raggiunta un’aria di sosta un pò isolata mi fermai. Alice allora, scostando le mutandine e passando il suo dito lungo le sue grandi labbra umide, arrivando al clitoride che pulsava di piacere mi disse: “Puoi solo guardare… guardare ma non toccare” e dicendo cosi fece sparire il suo dito medio all’interno della sua accogliente fichetta umida. Io come un ebete, feci solo un cenno di assenso con il capo. Sorridendo si tolse le mutandine e le lanciò sul sedile davanti, a fianco a me. “Prendile pure… annusale” Non me lo feci ripetere, le presi in mano, ed erano umide di pioggia e dei suoi umori mentre Alice, aveva iniziato a giocare ...