-
Viaggio in autobus
Data: 02/06/2020, Categorie: Etero Autore: oruam
... Si muove nel suo posto e si schiarisce la gola. La vedo leccarsi le labbra e accarezzarsele con discrezione. Giocando con i bottoni della sua camicetta ne apre ulteriormente un altro e la mano di tanto in tanto accarezza i seni. Le mani potrebbero sfiorarsi. Lo faccio e lei non ritrae la sua. Le sue dita afferrano le mie e con movimenti lievi indicano di spostarsi. Lo faccio e la mia mano si trova sulla sua coscia. continua a tenere gli occhi chiusi. La mano continua a salire. Lei aumenta il suo respiro e riporta la mano sul suo seno. Mi piace tutto questo. Con un gesto deciso le apro le cosce e scorgo i piedi che sono a punte aperte nelle scarpe aperte col tacco. Lei porta un dito alla bocca che accarezza le labbra socchiuse. La mia mano sale sulla coscia fino a toccare la figa. L'arrivo delle mie dita in mezzo alle cosce viene salutato con sospiro profondo e il protrarsi in avanti con le tette. Guardo verso gli autisti e nessuno pare essersi accorto di nulla. Continuo ad accarezzarle la figa mentre lei si accarezza le tette e respira intensamente. Aveva voglia, lo sentivo. Toglie una mano dalle tette e la mette sul mio cazzo che ormai è duro per l'eccitazione di tutta quella liturgia del sesso. Le piace sentire la cappella gonfia perché tenendo gli occhi chiusi accenna a un sorriso. Le sbottono i pantaloni e le abbasso la zip e graffio il pizzo delle sue mutandine. Accenno ad abbassare i pantaloni e lei con dei movimenti decisi li abbassa lasciando le ...
... mutandine su. L'inguine depilato è la pista giusta dove far scivolare le mie dita che corrono verso la figa e affondano dentro per sentirla bagnata. Lei trattiene il fiato. Gliel'accarezzo tutta godendo come un matto e osservo la sua mano con un anello accarezzarmi il cazzo sul pantalone. La sditalino e lei abbassa ancor più i pantaloni non curante del posto in cui ci troviamo. Allarga le ginocchia e si morde un dito. Ora porta la mano sulla mia. L'afferro e la porto alla mia bocca per leccarle le dita, bagnarle con la mia saliva e poi, così bagnate le riporto alla sua figa per infilargliele dentro e vederla godere come una dea. A quella vista mi sbottono i pantaloni e tiro fuori il cazzo con la cappella bagnatissima. Lei riporta la mano sulla cappella e sentendolo nudo apre gli occhi e lo guarda leccandosi le labbra. Mi distendo sul sedile e l'afferro per la camicia tirandola a me. Prima che porti la testa sul cazzo le sussurro: «Ho voglia che me lo succhi. Succhiamelo, so che ti piace!». Mi sorride con malizia e scende. D'un tratto il suo cellulare s'illumina e vibra visualizzando sul display "Amore mio". Lo guarda e lo ripone in borsa per fiondarsi sul mio cazzo che impugna con l'altra mano. L'afferro per i capelli ora e le dico: «Sei una troia e ora avrai il tuo premio. Succhiami il cazzo». Non finisco di pronunciare "cazzo" che lei tira fuori la lingua e incomincia a rotearla attorno alla cappella che poche volte l'avevo vista così gonfia. Lecca tutta l'asta e cerca ogni ...