1. Una famiglia accogliente - Capitolo 10 - Dinamiche familiari


    Data: 06/06/2020, Categorie: Etero Autore: Minstrel

    “Ferma, non muoverti” dissi mentre feci un deciso segno con il pennello. Lorena era seduta su uno sgabello, di spalle, completamente nuda. Il viso leggermente rivolto verso di me, i capelli raccolti. Uno splendore da rimanere senza fiato. “Uffa, ma mi annoio a rimanere così” disse sbuffando Lorena. “Abbiamo cominciato solo da mezzora, non ti puoi già lamentar, dai”. “Uffi, ma io mi annoio lo stesso”. “Un altro pò e facciamo pausa” dissi. “Mi fai vedere come sta venendo?”. “Nono - risposi - dovrai aspettare che il quadro sia completo”. Lorena sbuffò, io sorrisi. Dopo qualche minuto il cellulare di Lorena che era vicino a me cominciò a squillare. Lo presi in mano. “E’ Roberta” Lorena venne verso di me e prese il cellulare. “Roby?”. Roberta rispose qualcosa. “Davvero?? - rispose Lorena sorpresa - ma che mi stai dicendo? Ma come è successo?” e fece cenno di un attimo. “Campa cavallo” dissi a bassa voce. Presi la vestaglia e gliela porsi: “Mettitela altrimenti prendi freddo. Prendiamoci un oretta di pausa”. Lorena sorrise e mi diede un bacio sulle labbra. Si mise la vestaglia, e mi fece cenna, con la linguaccia, di andare via dalla sua stanza. Presi e uscii. Lorena chiuse la porta a chiave. In quesi casi era capace di stare ore intere a parlare con le amiche. Mi diressi in cucina. Sonia era sul divano. Erano le 18 passate, ed era da poco tornata da lavoro. Indossava una tuta blu: era seduta con le gambe sul divano, sotto una coperta, a leggere un libro. Occhiali inforcati, capelli ...
    ... raccolti a coda di cavallo. Appena entrai disse, togliendosi gli occhiali: “Come procede il quadro?”. “Bene - dissi versandomi un bicchiere d’acqua - il problema è che ora ha chiamato Roberta, quindi abbiamo perso tua figlia per la prossima ora, se ci va bene”. Sonia rise, rimettendosi gli occhiali e tornando a leggere. Mi avvicinai a lei, da dietro. Mi abbassai, sollevai il suo viso per il mento, e le diedi un bacio. “Che fai, c’è Lorena di là, ci può scoprire!” disse Sonia tornando a sistemarsi. Mi sedetti di fianco a lei: “Macchè, si è anche chiusa dentro. Ci potrà anche essere la fine del mondo, e non se ne accorgerebbe”. Mi avvicinai al suo viso, le diedi un bacio sulla guancia, poi una carezza. “Che leggi di bello?”. “Neruda” rispose lei sorridendomi. Mi alzai dal divano, e girando per la stanza con fare da attore, recitati: “E' bello, amore, sentirti vicino a me nella notte - invisibile nel tuo sogno, seriamente notturna - mentr'io districo le mie preoccupazioni - come fossero reti confuse”. “Dai, le conosci a memoria?” mi chiese Sonia. “Solo alcune - dissi risedendomi accanto a lei - stupende vero?”. Sonia annuì sorridendo, mentre riapriva il libro. “Assente il tuo cuore naviga pei sogni - ma il tuo corpo così abbandonato respira - cercandomi senza vedermi - completando il mio sonno come una pianta che si duplica nell'ombra” le sussurai all’orecchio, mentre con una mano le accarezzavo le gambe. “Che stai facendo?” disse a bassa voce Sonia. Chiusi piano il libro, e lo ...
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