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Il peso gallo... mi fece nero!
Data: 08/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: honeybear
... evidentemente era tanta… Mancava il giusto buco per sfogarla… Salimmo sul ring nervosi al punto giusto. Ai rispettivi angoli, i nostri allenatori ci diedero le ultime raccomandazioni; poi l’arbitro ci chiamò al centro. Dopo averci ricordato le regole fondamentali, diede inizio all’incontro. Sin dalla prima campana mi trovai in guai seri: Errol era un pugile totalmente diverso da come lo ricordavo. I suoi ganci e gli uppercut avevano lasciato il posto ad un modo di tirare completamente diverso, che lo rendeva in grado di colpirmi a distanza ravvicinata unendo una tecnica micidiale a potenza e velocità. Non mi fece male, ma le sue combinazioni gli garantirono un costante vantaggio ai punti su di me. Alla fine dell'ultimo round mi resi conto che aveva vinto: il mio corpo gli sarebbe appartenuto. Scendemmo le scale per tornare negli spogliatoi. Ero un po’ deluso per com’erano andate le cose: mi sembrava di aver sottovalutato il mio avversario, e la cosa m’irritava. Senza parlare ci levammo guantoni e nastri di protezione. Errol mi fissava: nel suo sguardo, sulla bocca carnosa, lessi il desiderio. Assorto nei miei pensieri, non mi resi conto delle ripercussioni a livello delle mie parti basse provocate da quelle sensazioni. Mi avviai alle docce, ma il vincitore era ansioso di riscuotere il suo premio: "Ti laverai più tardi!” disse afferrando al volo qualcosa dalla borsa, e mi condusse per mano attraverso un labirinto di corridoi fino a che non ci fermammo davanti ad ...
... una porta in ferro. Si aprì in una stanza che, insieme a due grandi caldaie, non conteneva che un tavolo e delle sedie. Ci dirigemmo al tavolo, cui si appoggiò. Mi levò i pantaloncini e il sospensorio, lasciandomi addosso solo gli stivaletti: mi sentivo stranamente inebriato. La sensazione delle sue mani scure che scivolavano lungo i miei fianchi e giù per le gambe, acuì l’eccitazione che già provavo. Il mio uccello barzotto ne era la prova. Dopo aver accarezzato dolcemente la mia nuvola di pelo pubico ed il mio membro con le sue mani calde, Errol si spogliò a sua volta, fissandomi intensamente negli occhi. Il suo grande cazzo, anch’esso parzialmente in tiro, fece la sua comparsa. Confrontai rapidamente le dimensioni: come sul ring, anche contro quei 20 centimetri abbondanti, non ci sarebbe stata gara… Disse semplicemente: "Penso che inizierai facendomelo diventare definitivamente duro!" deglutii perplesso. Mi inginocchiai prendendo quell'arma tra le labbra. Non avevo mai pensato di succhiare il cazzo di un altro uomo. E tanto meno una mazza di quelle dimensioni! Avvicinai il glande alle labbra e lo ciucciai come avrei fatto con un lecca-lecca. Il profumo intenso di quella cappella si mischiava con l’aroma salino del suo sudore. L’effluvio mi riempì le narici, mentre la mia gola cercava di contenere quella mazza che s’irrigidiva al suo interno. Un conato di vomito mi costrinse ad estrarla. Guardai in alto, dritto nei sui occhi scuri. Guardai in basso, lo scettro ...