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Terapia d'urto
Data: 08/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Lucciola fra le mani
... vuoi capire? Io di troie come te ne trovo e ne scopo quante ne voglio". Strinse le labbra nel tentativo di ricacciare le lacrime. - Che cosa devo fare Roby? È una settimana che sono a pezzi, per colpa di quello stronzo! Scossi il capo. - Si! È proprio uno stronzo. Una ragazza come te... Cosa devi fare? Te lo dico io: Lo-mandi-a-fare-in- culo; col tuo cuore, con la testa e pure con la fica. Mi hai capito!? Dammi retta Klara, io di uomini stronzi me ne intendo, prima li cancelli dalla tua vita e meglio sarà per te. È la cosa migliore. Fidati! Ma ora non devi temere nulla, ci sono qua io e non ti lascio. Si chinò appena verso di me, appoggiando la fronte sul mio petto. Le alzai il viso rigato di lacrime, le asciugai con il dorso della mano e la baciai. Dolcemente. Sul mento, sulle guance e sulla bocca. Schiuse le labbra accogliendo l'invito; le nostre lingue si intrecciavano. - Ho voglia di te, della tua bocca, dei tuoi seni, di tutti i tuoi buchini. Klara si alza, solenne senza profferire parola si avvia lungo il corridoio, la seguo in camera da letto. - Qui staremo meglio. Vieni. Spogliati anche tu! Le lacrime che poco prima le allagavano gli occhi hanno lasciato il posto ad un'espressione torbida e sensuale. Come se in lei si fosse rotto qualcosa. Mi sfilo e le porgo la brasiliana umida mentre salgo carponi sul letto. La prende tenendola religiosamente sul palmo delle mani come un offerta alla dea lussuria; poi la strizza come per estrarne il succo e se la strofina sul ...
... viso. Io sempre carponi cerco di attirare la sua attenzione dimenando il culo, e finalmente la sua lingua s'intrufola fra i petali rosa della mia fica. - Amore, così mi stai facendo morire; non dobbiamo avere fretta... E mi distendo scosciata e nuda chiamandola con un gesto del dito indice. La stringo al petto ficcandole la lingua in gola. Sento i suoi capezzoli premere impertinenti sulla mia pelle. Il gusto dei suoi seni, come frutti maturi brillano di saliva. Carezze audaci e premurose. Abbiamo ambedue la pelle d'oca e il sesso in fiamme; i nostri gesti diventano inconsulti. La scavalco posandole la vulva sulla faccia, sento il calore umido della sua saliva mentre mi tuffo nel suo inguine. Il profumo della sua fica assale i miei sensi; è gonfia di desiderio, e ha assunto un colore più scuro per l'eccitazione; contrasta con le labbra dischiuse che mostrano la cavità rosea, profonda e lattiginosa. Ho la bocca impastata dal suo orgasmo. Sta godendo scevra dai rimpianti, forse finalmente libera dai suoi fantasmi. Mentre le infilo due dita in quello splendido culo, rilascia, priva di ogni ritegno, un lungo e modulato, peto. - Oh. Salute! - Scusa Roby, ma quelle tue dita... - Brava. Brava! Vedi? Ti sei liberata. Era lui quello che hai mollato e ora è volato via. Inaspettato appare e si unisce ai nostri giochi anche GiGi, il dildo che le avevo regalato e trova subito la collocazione conforme ai miei desideri: - Adesso voglio che me lo ficchi nel culo e lo premi tutto, fino in fondo. ...