1. Il chiosco di benzina 1


    Data: 10/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: dapper

    Ho 37 anni, sposato felicemente con una bella e avvenente donna di 35 e, nonostante quello che state per leggere ne sono pazzamente innamorato. Quello che mi accingo a raccontarvi è un episodio accadutomi all’età di 29 anni, all’epoca svolgevo il lavoro di rappresentane nella zona tra Piemonte e Liguria. Un pomeriggio di fine Novembre percorrevo la Statale 453 che da Pieve di Teco porta verso Albenga, quando a causa di un incidente si era formata una lunga coda di diversi chilometri. Decisi allora di prendere una strada alternativa che mi avrebbe fatto arrivare ad Albenga attraversando delle valli con i vari paesini. Era già pomeriggio inoltrato e dopo un po’ di chilometri mi resi conto che la mia era stata una scelta sbagliata, la strada saliva e scendeva fra monti e campi spruzzati di neve e da quando l’avevo imboccata non avevo incrociato neppure una macchina. Cominciò a calare la nebbia che si fece subito fitta, accesi i fari antinebbia con il risultato di sentire un rumore tipo “PUFF” e tutto ciò che di elettrico c’era si spense e un filo di fumo salì dal cruscotto accompagnato da un odore di gomma bruciata che mi colpì le narici. Era certamente un corto circuito che per fortuna non aveva implicato il motore che continuava a girare regolarmente. Le uniche cose che funzionavano erano le frecce intermittenti di parcheggio e solo con il loro ausilio potei continuare, ero in panico. Mi mancavano diversi chilometri per raggiungere la città e in quelle condizioni col buio che ...
    ... sopraggiungeva non sapevo come fare. Dopo aver percorso alcuni chilometri finalmente intravidi il chiarore di un’insegna e avvicinandomi vidi che era l’insegna di un piccolo distributore di benzina all’ingresso del paese. Mi fermai e guardai l’orologio, erano da poco passate le 19,00 scesi dall’auto e non vedendo nessuno suonai alla porta della casa adiacente, ne uscì un uomo al quale spiegai l’accaduto, era il gestore. Mi rispose che non era in grado di aiutarmi e che avrei dovuto aspettare il mattino successivo perché potesse chiamare l’elettrauto per vedere il guasto. Gli chiesi se cortesemente poteva indicarmi un posto dove passare la notte e mi rispose che quello era un piccolo paese con quattro case dove non c’era neppure un bar, vedendo però la situazione in cui mi trovavo fu gentile e mi disse che se volevo avrei potuto fermarmi da lui visto che per colpa di quella nebbia fitta non se la sentiva di scendere in città per raggiungere casa e per questo si sarebbe fermato a dormire li. Tirai un sospiro di sollievo e accettai volentieri l’ospitalità offertami. La casa era piccola e accogliente e il tepore all’interno mi fece subito stare bene. Era una stanza con angolo cucina, un tavolo e quatto sedie, un armadio con dispensa e un grosso divano che poi avrei scoperto fungeva da letto. Una porta portava al bagno con servizi e doccia e un’altra al piano di sopra, il tutto mi parve pulito e accogliente. Chiamò la moglie avvisandola che a causa della nebbia si sarebbe fermato ...
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