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Il capostazione
Data: 11/06/2020, Categorie: Etero Autore: alinasab
Credere di poter cambiare vita soltanto andando a prendere un treno. Ma dalle proprie paure e dai propri pensieri non si può scappare. Loro ti inseguono ovunque tu decida di nasconderti. Era successo anche a me quella mattina di primavera. Avevo deciso di fare il biglietto e scappare lontano, non avevo una meta precisa ma volevo essere una donna nuova. Non volevo più nessuno che decidesse per la mia vita e non volevo sentirmi prigioniera dei miei desideri. Entrata in biglietteria, il mio corpo venne scosso da un brivido di freddo. Eravamo appena all’inizio della primavera ma forse io avevo in dosso indumenti poco appropriati per quella temperatura ancora troppo frizzantina. Un paio di leggings rossi, forse troppo attillati, avvolgevano le mie gambe come una seconda pelle. Erano super stretti perché a me piaceva sentirmi libera. Sentire che potevo aprire le cosce come un maschiaccio senza la paura che qualche buon tempone potesse osservare le mie mutandine, cosa che non mi dispiaceva la maggior parte delle volte. Io ero così, mi guardavo allo specchio e pensavo quale uomo o donna mi avrebbe osservata, quel giorno, con interesse. Quel giorno però avevo esagerato perché quel colore così caldo e trasparente certo non poteva nascondere un granchè. Me ne accorsi perché, arrivata in biglietteria, il capo stazione mi fece un caldo sorriso . Avevo notato che l’uomo era poco interessato a quello che chiedevo. I suoi occhi bramosi si spostavano sul mio corpo cominciando dalle ...
... gambe e su per le cosce per fermarsi sulle curve del mio sedere tondo. Forse anche il giubbino troppo corto non riusciva a coprire quelle rotondità, però mi sentivo bene vestita così. Mi sentivo bella ed eccitante e sapevo di non passare inosservata. Sotto portavo una canotta attillata rossa, dello stesso colore dei leggings, con una meravigliosa scollatura a cuore che lasciava intravedere i seni in tutto il loro splendore, e io Io vedevo, il capostazione, che mentre cercavo di capire gli orari dei treni, passava il suo sguardo dal mio sedere al mio seno. Era divertente vederlo eccitato e sudato. Mi sembrava di poter vedere nei suoi pensieri. Sarebbe bastato un mio cenno e sarebbe saltato fuori dal gabbiotto . Avrebbe fatto di tutto per potermi avere li… Riuscivo a vederlo , si eccolo. E’ come viverlo nella realtà. Mi guarda, si passa la lingua tra le labbra per inumidirle e si passa la mano tra i capelli. Con uno scatto veloce, si alza dalla sedia, gira attorno alla scrivania e apre la porta del gabbiotto..Mi allontano perché voglio vedere fin dove vuole arrivare, l’uomo. Si avvicina, posso sentire la sua eccitazione, si percepisce nell’aria. Mi allontano un poco perché non voglio dargli l’impressione di essere una facile. Con disinvoltura mi abbasso il giubbino e gli faccio capire che sento calore. Si avvicina alla porta e la chiude con disinvoltura. Ora lo vedo meglio, in tutta la sua voglia, ma non voglio fargli capire che ho intuito le sue intenzioni. Si avvicina, lo sento a ...