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Il ragazzo in bici 2
Data: 13/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: overbsx
Il caldo era insopportabile, pensai che forse in quel paesino sperduto non conoscessero l’esistenza dei condizionatori. Andai in bagno e feci pipì nel lavandino, mi piace stringere il kazzo alla base e pisciare a schizzi. Dal retro della casa provenivano delle voci, aprì la porta e mi resi conto che quel lato confinava con la spiaggia, uno spettacolo fantastico, il mare era a circa trenta metri. Dei ragazzini giocavano e si rotolavano sulla sabbia per poi correre in acqua; Indossai il costume e lentamente entrai in acqua. Era la prima volta che appena sveglio mi lavavo direttamente in mare, non ho mai scordato quel momento, pensai alla fortuna di chi abita stabilmente in un posto simile. Dopo una lunga nuotata, mi rilassai al sole. Chiusi lì occhi e solo allora mi ricordai di Luca; ripercorsi col pensiero tutti i momenti: il culetto mentre pedalava, il fatto che lo avessi scambiato per una ragazza, la sua caduta, le sue lacrime, lo rividi sul letto in casa della nonna. Cercai di scacciare il piacere che provai quando massaggiai la sua gamba, ma non mi fu possibile non ricordare la sborrata della sera precedente pensando a lui. Mi accorsi di avere il cazzo duro che premeva nello slip aderente, mi girai di schiena, non volevo che i ragazzini lì intorno si accorgessero; fanculo cosa mi accade, mi eccito pensando a un ragazzino. Il pomeriggio lo dedico a visitare il paesino, in giro noto diverse ragazze, magari si potrebbe anche combinare, ma, penso sempre a LUI. Il sole ...
... sta per scomparire mentre busso alla casa della nonna. Mi riceve con affetto, m’informa che nella mattinata era andato il medico, il quale aveva raccomandato riposo a letto per Luca, non aveva alcuna frattura, si trattava solo di una lussazione. La nonna era molto contenta per questa diagnosi, si avvicina alla scala e ad alta voce avverte Luca che il suo amico sta per salire. La stanza è in penombra, Luca è steso supino, coperto con un lenzuolo, sembra che dorma. Mi avvicino lentamente cercando di non fare rumore: ma lui è sveglio, mi guarda e accenna un sorriso mentre sposta il lenzuolo, mi mostra il piede fasciato sino al polpaccio, indossa solo degli slip bianchi. Dio quanto è bello, ha un viso efebico, angelico, con quei capelli se avesse un pochino di seno, potrebbe essere benissimo una ragazza. Luca non parla, si sposta leggermente di lato e con la mano m’invita a sedermi sul letto. Sono impacciato, quella vicinanza mi turba, sento il suo odore, lo stesso che annusai il giorno prima dalla sua maglietta. Cerco di riprendermi e chiedo del medico, Luca ripete quanto già sapevo dalla nonna, poi mi chiede di toglierli la fasciatura, la sente troppo stretta, e nel chiedermelo passa la gamba sopra la mia testa poggiandola sulle mie cosce. Mi sposto leggermente indietro per dargli la possibilità di poggiare la parte fasciata su di me. Dico a Luca che non sono un fisioterapista, per cui ho paura di fargli male, risponde che non avverte dolore, ma ha solo bisogno di allargare la ...