-
Quando essere buoni col prossimo, paga.
Data: 14/06/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: Mesx
Ciao. La storia che sto per andare a raccontarvi è reale, anche se davvero incredibile. Per raccontarvela, torno a quest'estate. Più precisamente, in una mattina. Non sono solito svegliarmi presto, ma quella mattina avevo impegni importanti da sbrigare, tra cui un colloquio di lavoro. Esso è situato proprio in una delle vie più affollate della mia città. Non sto a dilungarmi riguardo al colloquio, basti sapere che, purtroppo, la fortuna non è stata dalla mia, rendendo quindi quella mattinata, una vera Merda, con la M maiuscola. Esco abbastanza innervosito, mi avvio ad attendere il bus che mi avrebbe riportato a casa. Manca all'incirca mezz'oretta, nulla di troppo difficile da sopportare. Mentre marcio avanti e indietro lungo la fermata del bus sotto gli alberi, i miei occhi cadono su una ragazza, una scolara, dato il suo zaino sulla schiena. Tempo di vederla un pochino più da vicino, noto che piange a dirotto. Mentre mi passa accanto, le cade il telefono. Tra le lacrime un "cazzo solo questa ci mancava" detto con tono di voce rotto. La fermo, la aiuto a prendere il telefono, le chiedo se sta bene. D'altronde non è normale che una ragazza pianga per strada. Come non è normale che nessuno si preoccupi per lei, potrebbe essere successo di tutto. Lei mi ringrazia per averla aiutata, e mi dice che è una questione un po' personale, ma che ha davvero bisogno di parlarne con qualcuno. Fortunatamente, sono una persona che sa ...
... ascoltare. "Beh, se vuoi io ho una mezz'ora e qui c'è un bar, ti offro un caffè e facciamo due chiacchiere se sei d'accordo." L'offrire il caffè non era nemmeno per intenzione di rimorchio, era solo una cortesia. "Ok, grazie...stavo andando a fare recupero a scuola ma davvero, che si fottano tutti oggi..." Ci sediamo quindi nel bar, io ordino un macchiato, lei un caffè normale. Iniziamo a parlare, il suo nome è G. Mi presento, e le dico di lasciarsi andare, di dirmi cosa non va. Lei, col tono di voce ancora un po' rotto dal pianto e tra qualche lacrima che cola sul suo bel viso, mi spiega che è stata tradita dal fidanzato, ma che non è tanto il tradimento a farla soffrire, quanto il fatto che egli l'abbia tradita con quella che credeva essere la sua migliore amica. "Uuuuh..." accompagnato dal classico verso che si fa con la bocca in caso di dolore, è l'unica cosa che riesco a dire. "Già." Arrivano i caffè. Attimo di silenzio imbarazzante, in cui però riesco a guardarla meglio. Occhioni verdi mi guardano, accompagnati da una pelle che pare soffice, due guance rossicce e dei lunghi capelli neri con una frangetta. Ritornato al mondo reale mi viene solo da dire il classico. "Mi dispiace, davvero..." Lei abbassa lo sguardo verso la tazzina. "Non so davvero cosa fare, sono sconvolta e sola...era l'unica amica che avevo." "Beh, non ti era poi così amica, mi dispiace essere così schietto." Lei accenna un si con la testa, e tira un lungo ...