1. pizza a domicilio


    Data: 15/06/2020, Categorie: Etero Autore: babbacombe_lee

    �Ci sarebbe da fare un�ultima consegna.��Ma è quasi mezzanotte ...��Patrizia, Non ti preoccupare, è lungo la strada che fai per tornare, non perderai neanche cinque minuti. Dopo che l�hai consegnata, puoi andartene a casa, i soldi ed il porta pizze me li darai domani.�Non avendo obiezioni da fare, prendo il contenitore coibentato giallo e rosso, con le vistose scritte FAST PIZZA, il foglio con l�indirizzo ed esco.L�estate sta finendo e l�aria umida preannuncia un imminente temporale, motivo in più per sbrigarmi, così mi sbrigo a mettere il casco e fisso il porta pizze al bauletto posteriore del motorino.Litigo un po� con la pedivella dell�avviamento (la batteria è rotta da un mucchio di tempo) e alla fine il maledetto si mette in moto.Conosco il posto dove devo fare la consegna, è più o meno a metà strada, dove c�è il parco comunale.Un lampo improvviso illumina a giorno il cielo. Il tuono, forte e prolungato, arriva quasi subito: acquazzone vicino, anzi vicinissimo.Un altro fulmine, ancora più vicino e sento il motore che perde colpi.No! ti prego non ti fermare adesso, che è tardi e sta per piovere, ti prometto che questa volta ti porto dal meccanico. Dai, per favore �Il motore si spegne definitivamente e posso solo accostare al marciapiede, mentre sento arrivare i primi goccioloni di pioggia.Lo rimetto sul cavalletto e provo disperatamente con la pedivella, ma so già che quando fa così, l�unica è andare a piedi, così alla fine rinuncio e lo incateno ad un palo della luce ...
    ... (non si sa mai, magari il ladro riesce pure a farlo partire), prendo il porta pizze e continuo a piedi.L�acquazzone mi sorprende proprio quando sono all�altezza del parco comunale, l�unico posto senza alcun riparo.Un vero diluvio di pioggia mista a grandine, si riversa su di me.I chicchi di grandine, quando colpiscono il casco, fanno toc toc, ma vado avanti.Ecco la traversa dove devo fare la consegna.Mi fermo al riparo di un cornicione, poi realizzo che sono già completamente inzuppata, per cui tanto vale continuare e recapitare la pizza prima che si freddi.Ho le scarpe piene d�acqua, i jeans che sembrano pesare un quintale, per la pioggia che hanno assorbito, e la maglietta completamente appiccicata alla schiena.Solo la testa, riparata dal casco è asciutta.La strada è in salita e si arrampica lungo la collina, facendo delle ampie curve. Col motorino ci sarebbe voluto un attimo, ma a piedi, sotto il diluvio, è tutta un�altra faccenda.Come se non bastasse, le fognature non riescono a smaltire la pioggia e, in certi momenti, sono costretta a camminare con l�acqua fino alle caviglie.Quando finalmente raggiungo il palazzo e suono il citofono, sono uno straccio e maledico il mio lavoro e quest�ultima consegna.Il portone si apre subito e mi dirigo verso l�ascensore.Suono il campanello.�Certo, se aspettavi un altro po�, potevi portarmi direttamente i cornetti per la colazione.�Una voce maschile, calda, profonda e con un leggero accento francese.Dall�alto (si fa per dire) del mio 1,59 ...
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