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Ora é diverso
Data: 16/06/2020, Categorie: Etero Autore: aletrain
... Completamente nudi. Tenevo il tuo viso tra le mani. Come la cosa più preziosa al mondo. Ti accarezzavo le guance, la fronte e ti spostavo i capelli. Ero gonfio, pregno d’amore. Seguivo la linea delle sopracciglia, del naso, delle guance e delle labbra con la punta del mio naso. Poi sono sceso sul collo. T'ho baciato fino alla spalla. Poi ancora il collo, poi le labbra facendoti sentire appena appena la punta della lingua, poi nuovamente il collo fino all’altra spalla. Mi spostavo di lato come un granchio. Sono sceso con la bocca sulla linea tra i due seni e poi, uno alla volta, li ho visitati lentamente accompa- gnandomi con la mano. Li sollevavo piano verso le labbra. La tua pelle così liscia, il tuo colore, il tuo profumo ... Ti ho baciato i fianchi, la pancia e poi lentamente sono sceso passando per l’inguine fino al ginocchio e infine la caviglia. Nel silenzio di quel lungo viaggio c’erano attimi in cui ti sentivo tremare con piccoli brividi. Sono risalito e ridisceso sull’altra sponda, sull’altra gamba. Poi t'ho baciata piano. Ti ho baciata dove il nostro desiderio si incontrava. La mia lingua percorreva delicatamente un piccolissimo tratto umido e caldo come fosse una striscia di lava. La accompagnavo con le dita. Poi sono risalito e sono entrato dentro di te. Non ci sono stati grandi movimenti. I nostri corpi si muovevano poco e molto lentamente. Erano grandi abbracci. Ci si stringeva e ci si ...
... comprimeva l’uno contro l’altro. Cercavamo e trovavamo incastri perfetti. Un puzzle fatto solamente da due pezzi. Io e te. Noi! Ti sentivo il respiro spezzato da sussulti. Ogni respiro era amplificato. Ricordo che mentre salivo e scendevo piano piano sopra di te come un’onda ci siamo presi le mani. Le mie dita tra le tue. Una stretta forte, poi delicata, poi ancora forte. Ci siamo persi e ci siamo abbracciati con tale intensità che ho avuto paura di stritolarti. Una scarica così forte non l’avevo mai sentita. Siamo restati fermi, immobili, senza parlare per un po’. Avrei voluto dirti un milione di cose e l’ho fatto. L’ho fatto stando zitto e abbracciato a te. Tu ha fatto lo stesso. Poi lentamente siamo tornati ognuno nel proprio corpo. Hai acceso una sigaretta ... Ho iniziato delicatamente a baciarti sul viso, sulla testa e sul collo. Ti baciavo e ti accarezzavo, non riuscivo a fermarmi. Piano piano abbiamo iniziato a dire qualche parola, poi ti sei addormentata, abbracciati. Guardavo il respiro che ti muoveva la pancia e ho iniziato a respirare con la tua stessa cadenza. Respirare in simbiosi con te. Erano respiri corti e lenti. Mi sono svegliato dal sogno ... La mano un poco aperta sembrava mendicare qualcosa. L’insieme era l’immagine della mia vita di prima. Di qualche tempo prima. Addormentata, incosciente, che chiedeva un incontro, un piccolo dono. Ora è diverso. La mano aperta aspetta la tua. .