1. Il collega


    Data: 21/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: TATO

    I colleghi, che gente strana, o almeno per mè, io lavoro in un grande gruppo a Milano, e sono un capo, e spesso viaggio per l'italia, non sono più giovane, sposato tre figli, e una moglie piacente, anzi figa, da giovane anche molto a dire il vero. IO? bella domanda, frocio? si e da molto, sin da fidanzato, anche se non l'ho mai dato a vedere ero frocio, scopavo con la mia allora fidanzata, poi moglie, e poi a casa nel letto dello zio, dove diventavo la sua donna, sin da giovane mi travestivo, e dormivo con lui, ero la sua nipotina. Poi mi sono sposata, e la cosa era diventata complicata, poi dopo i primi mesi di matrimonio, non sono riuscita a resistere, e un pomeriggio sono corsa da zio, il quale mi ha ripassata per bene, e da allora ho deciso di non smettere, poi stupidamente credendomi al sicuro, ho osato sempre di più, portandomi in casa lo zio, e un bel pomeriggio, che credevo mia moglie al lavoro, e mentre ero intento a gustarmi il pennello dello zio, mi trovo sulla porta della camera mia moglie, ero nel momento del gusto maggiore, lo zio stava sborrando, e io appena la vidi, mi spaventai, e cercai di divincolarmi, lo zio mi afferrò e disse: tranquilla, finiamo e poi vedremo, e io chiusi gli occhi e lo implorai di sfondarmi e di sborrarmi, ormai ero stata scoperta. Una volta goduto lo zio si rivestì e se ne andò, non senza dirmi che mi aspettava come sempre a casa sua, io rimasi nel letto, in reggicalze calze, e piena della sua sborra, che cominciava a colarmi, tanta ...
    ... ma ne aveva scaricata nel culetto, lei mi guardò e mi chiese cosa stessi facendo, ma senza rabbia, anzi, e le disse che ero frocio, e che i maschi erano per mè la vita, che però l'amavo, e che non volevo rinunciare a lei. Poi mi ricomposi e per alcuni giorni non ne parlammo, e non facemmo sesso, io non bramavo le donne ma mia moglie era stupenda, con lei mi tirava eccome, me la scopavo tutti i giorni e me la inculavo spesso, ma per quei giorni, nulla, anzi, era spesso nuda, o in slip e reggiseno, ma nulla con mè, poi un sabato sera a cena mi disse: ascolta frocetto, capisco i tuoi bisogni da frocio, e tu capisci i miei, io non voglio essere più scopata da tè, tu non mi toccherai più, almeno che sia io a dirtelo, e credimi non succederà spesso, ma io voglio dei figli, e li farò con chi deciderò io, tu continuerai a fare il frocio, e se non ti stà bene vattene, dopo una lunga discussione arrivammo a un compromesso, avrei assistito alle sue monte se fossero avvenute in casa, e avrei potuto, e solo in quei momenti, scoparla quando cercava un figlio, tra una decina di cazzi c'era il mio, il più fortunato la ingravidava, e per trè volte a casa nostra si alternarono maschi a scoparla per ingravidarla, compreso mè, ma di sicuro i tre figli non sono miei, comunque il tempo è passato. E ora sono un capo, e come dicevo spesso in giro per lavoro, e speso con colleghi, e un giorno che ero via per lavoro, e stavamo cominciando una convention importante nella sala principale, mi accorgo di ...
«123»