1. Mohammed (seconda parte)


    Data: 28/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: chupar

    Chiusisi la porta alle spalle di quel magazzino, subito Mohammed m’infilò la mano tra le chiappe vogliose e mi sputò sulla bocca e sul viso, fermandosi e raccoglie tutta la bava che poteva. Dopo essersi fatto leccare le ascelle, mi sputò nella bocca aperta; io gli risposi con un bacio e passandogli la saliva.
    
    In quel momento, piegato il dito medio, me lo infilò nel culo, facendomi sussultare di dolore e di goduria. Era convinto che l’unico modo di amare sul serio fosse, per così dire, quello posteriore. Gli aveva confermato che come la gran parte degli arabi prima del matrimonio aveva conosciuto prevalentemente rapporti anali con altri uomini e che restava convinto dovesse andare bene anche alla moglie che, invece, non ne voleva sapere.
    
    Mohammed si sollevò la maglietta, arrotolandosela dietro la nuca e mettendo in mostra il torace peloso. Non indossando mutande, quando erano caduti in basso, i jeans lasciarono cadere pesantemente il suo pendolo circondato da una criniera folta e nerissima.
    
    Mi chiese di abbassare lo sguardo davanti a lui, di indossare un hijab uguale a quello che aveva comprato per la figlia femmina, ormai tredicenne, per non indurre pensieri peccaminosi negli uomini. Da un pacchettino tirò fuori una camicetta e delle mutandine di pizzo bianco, che mi fece indossare. Da un’altra confezione, estrasse una lunga gonna marrone e dei collant. Non avendo delle scarpe adatte, anche per via del numero che calzavo, m’infilai rapidamente le mie infradito. ...
    ... Mohammed, lasciando vibrare dall’eccitazione la sua erezione ormai piena e spessa, mi baciò: “Guarda come stai biene. Molto biene!…Se ti scopo come una femme vuole dire che ti vogljo come se tu sei una donna!” Sono sempre stato un po’ perverso sessualmente, fin da quando l’avevo conosciuto, immaginavo avesse delle fantasie erotiche un po’ fuori dagli schemi.
    
    Figli o non figli, fazzoletti in testa o meno, stavo per tuffarmi di nuovo sulla mia preda dura e nodosa ma quello, facendo guizzare i pettorali e incrociando le braccia sul petto, improvvisamente cambiò espressione. Mi ordinò di abbassare lo sguardo, di non mostrare subito tutto come una puttana e di far scendere il velo fino al petto: “Vai al muro!”
    
    Annuii, mentre gli passavo un preservativo.
    
    - “Vuoi essere comme une puttana o come la mia donna?”
    
    Non aspettò alcuna risposta e, strappandomi centralmente collant e mutandine, puntò la cappella sul buchino, sputandoci sopra due volte in abbondanza.
    
    Messo in mostra il mio buchino, non lo aveva leccato subito. Partito dall’attaccatura anale, leccando risalì più volte fino ad arrivare al buchetto. Nel momento in cui la lingua si poggiava con più insistenza sulle crespe anali, usava la saliva per infilarci il pollice.
    
    Sollevatosi, si mise un po’ di saliva sulle dita e le passò sul mio buchetto. Quindi, fece lo stesso sulla sua capocchia in modo che fosse abbastanza lubrificata. Raccolta la saliva che gocciolava tra le mie chiappe, iniziò a spingere.
    
    Sopportando ...
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