-
Me, myself and I
Data: 01/07/2020, Categorie: Altro, Interviste, Autore: iprimipassi
Chi mi conosce nella realtà, mi considera il prototipo del bravo ragazzo. Quello che non beve, non fuma, non fa uso di droghe, e così via. Anche un po� noioso e perfettino, estenuante nelle sue elucubrazioni e, spesso, irritante nel suo modo ironico, cinico di rapportarsi. Uno testardo e che ha un�opinione per ogni cosa. Tuttavia, al di là di quando lo faccio per gioco, non mi piace prevaricare le idee degli altri. Credo profondamente che ciascuno sia libero di averne di proprie, per quanto in contrasto con le mie. Le etichette di �giusto� o �sbagliato� non sono quasi mai oggettive, e non vanno trattate come tali.Dicevo del bravo ragazzo. Questa è l�idea che più o meno tutti hanno di me. Paradossalmente, anche le conoscenze meno ortodosse fatte su Milù. E ci ho provato a fare lo �stronzo� nella mia vita. Perché, c�è poco da fare: �stronzo� è figo nella nostra società malata. Se sei un insensibile, che agisce per i propri interessi senza curarsi dei sentimenti degli altri, dell�altrui dignità, non vieni emarginato. Vieni divinizzato, adorato, idealizzato. Sono caduto più volte in questa trappola, nel voler essere così per scoprire cosa si prova. E, per un po�, mi riesce anche di farlo. Solo che, successivamente, la mia mente si ribella a tutto questo. Si ribella perché, se non sei un vero �stronzo�, non riesci a fingere di esserlo senza sentirti sporco dentro. Dopo un po�, se hai dei sentimenti, un cuore, tutto questo viene fuori. Ed è lì che i progetti s�infrangono come onde ...
... contro una diga invalicabile.Dietro il bravo ragazzo, poi, e in un contrasto che persino io fatico a spiegarmi, c�è il me-autore. Si, perché, in fondo, sono un autentico porco. Inutile usare giri di parole, è così. Ma non il genere di porco da film o giornaletti porno. Non ho mai avuto né gli uni né gli altri, figuriamoci. No, semplicemente, a me piace eccitare. Mi piace entrare nella mente della �mia donna� e creare scompiglio. Intuire quelle che sono le sue voglie, i suoi desideri, le sue fantasie, anche quelle che non ha il coraggio di confessare neppure a sé stessa. Stimolarla e coinvolgerla fino a fargliele accettare e sputare fuori, fino a sentire la sua voce spezzata dall�emozione mentre ne parla, il suo corpo fremere al pensiero di realizzarle. Fino a goderne insieme, senza limiti, senza freni, senza inibizioni.E mi piace gestirlo questo �potere�. Il sesso non è una vuota corsa verso l�orgasmo, ma un percorso da affrontare rispettandone i tempi, le soste, le lente salite e le rapide discese. Non ho usato a caso il termine �mia donna� prima. Credo profondamente in quell�aggettivo. �Mia�. Quell�affinità, quell�affidarsi l�uno all�altra, la ritengo fondamentale. La �mia donna� permette a me, e soltanto a me, di entrare nella sua testa. I suoi pensieri sono solo per me, come i miei solo per lei. Diventa quasi un�ossessione reciproca, una continua voglia di scoprirsi, in un mondo a due dal quale chiudere fuori tutti gli altri e nel quale tutto è concesso.Lì, poi, posso ben ...