1. La pasticcera


    Data: 01/07/2020, Categorie: Etero Autore: coppia6164

    Per mesi ero andato nella sua pasticceria tutti i giorni, e non solo per il consueto cappuccino e brioche ma soprattutto per vedere lei. Certo, i dolci erano buoni ma quello che mi attirava di più era lei, Alice, la figlia dei titolari. Non era la classica bellezza tipica dei soliti canoni stereotipati, ma….. era un tipo… e quando la vedevi non potevi fare altro che restare incantato perché…perché piaceva, piaceva, piaceva maledettamente e questo, da sempre, colpisce di più di ciò che è solo bello. Così per mesi compravo chili di pasticcini e la domenica era diversa quando in genere era Alice stessa a servirmi.
    
    Il suo sorriso, la sua simpatia nel parlare amichevolmente con noi clienti sconosciuti, era una calamita dalla forte attrazione. Non nascondo che le facevo silenziosamente il filo, la voglia e il desiderio di stare con lei erano forti, ma la mia atavica timidezza mi permetteva solo di scambiare poche inutili parole…. fino a quando, una sera, con l’occasione di ordinare una torta di compleanno per la domenica che doveva arrivare, fu galeotta.
    
    Mentre si parlava del più e del meno, scherzando, e non so nemmeno chi cominciò a parlarne, finimmo per discutere di come si preparava un bel tiramisù.
    
    Questo tipo di discorso è usuale in tante occasioni e ciò che si racconta è del tutto ipotetico e fantasiosi, fatto sta che io ad un certo punto le dissi “beh se un giorno avrò la possibilità di averti mia ospite a cena, mi farai vedere la tua opera”. Lei che ...
    ... improvvisamente sembrava non aspettare altro mi rispose:“Perché non domani sera?”…io rimasi sorpreso e dopo qualche istante di imbarazzo e meraviglia non potei fare che balbettare uno striminzito Sì con un filo di voce. Restammo per vederci a casa mia la sera dopo. Io avrei preparato qualche piatto facile e lei avrebbe portato il dolce.
    
    La cena fu perfetta: lei si presentò con una gonna altezza ginocchio color verde acqua e una camicetta bianca sbottonata al punto giusto da rendere inutile l’uso della fantasia. Alla fine della serata cominciammo a sparecchiare e ad un certo punto, mentre eravamo in cucina, una mano sfiorò involontariamente la sua e…..in un attimo le nostre lingue si stavano attorcigliando in un bacio appassionato da levare il respiro.
    
    Cominciai a baciarla e leccarle il collo mentre con le mani già stringevo i suoi seni e continuavo nella mia discesa quando lei mi tirò quasi con forza dai capelli “Andiamo a letto, ti prego” furono le sue parole prima di riprendermi a baciare e infilarmi la lingua fino in gola.
    
    Arrivare a letto fu semplice quanto inspiegabile visto che non ricordo nulla, se non il fatto che mi chiese di spogliarmi mentre lei si sedeva e mi guardava. Quando fui nudo mi prese per il cazzo ormai già turgido, e mi tirò a sé.
    
    Cominciò a massaggiarmi tra le gambe finché non decise che era arrivato il momento di stuzzicare con la bocca il mio cazzo prendendolo tra le labbra. Mentre giocava e mordicchiava come se stesse gustando un gelato a biscotto, le ...
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