1. Tiziana


    Data: 01/07/2020, Categorie: Etero Autore: lincolincoln

    Tiziana aveva grandi occhi: neri e profondi come l'oceano. Il suo sguardo fu la prima cosa che mi colpì. E' stato al supermercato, fra i barattoli di salsa, non si era accorta che mi ero chinato a prendere le salse in barattolo dallo scaffale in basso. Lei stava tornando al carrello e inciampò di di me. Feci in tempo ad accorgermi che mi stava sbattendo contro, alzandomi di scatto e la presi con un braccio alla vita. Non andò meglio col barattolino di vetro che si frantumò a terra. Non avrei mai immaginato che quell'incidente e quei frantumi di vetro e sughi pronti che l'inserviente del supermercato fu costretto a pulire, avrebbe lasciato una memoria impossibile da cancellare. Non sapevo che Tiziana con i suoi quasi sessant'anni di età, avrebbe aperto un varco nel profondo dei miei piaceri e lì sarebbe rimasta.
    
    Chiesi immediatamente scusa per l'inconveniente. Lei mi disse che era colpa sua e della sua sbadataggine. Fortunatamente nessuno si era fatto male. La salutai cortesemente i mi avviai agli scaffali della pasta poco più avanti. Fu allora che scoprì il sorriso dei suoi occhi, quella magia profonda che solo chi la incontra, può conoscerla.
    
    Il suo sorriso fu un regalo speciale, quasi che un incontro e un inconveniente simili, si fossero trasformati di colpo in una casualità cosmica fatta di piaceri e meraviglie che mai potresti immaginare.
    
    Ero ormai alla cassa e stavo ripensando ancora ai suoi occhi. Imbustai quasi sovrappensiero e non mi accorsi nemmeno che ...
    ... avevo appoggiato il portafogli sul bancone per ritirare la spesa.
    
    Nè sentii la frase che mi domandava se avevo dimenticato il portafogli sul banco. Semplicemente mi avvicinai alla porte di vetro e una volte spalancatesi, uscii spingendo il carrello con le buste.
    
    Mi svegliò solo il vento gelido dell'inverno e un tamburellare insistente sulla mia spalla.
    
    Girandomi vidi la cassiera che mi restituiva il portafogli e scocciata dal contrattempo rientrava in fretta al suo posto di lavoro. Mi arrabbiai con me stesso e spingendo il carrello con una mano e infilando con l'altra il portafogli nel cappotto finii per andare a sbattere contro un altro carrello. Era il suo. Credo di aver sgranato gli occhi dato l'impressione di chi vede un fantasma perchè lei per tutta risposta si mise a ridere. Sarà stata la differenza di età, il gioco del caso e il freddo pungente che non so come, le chiesi se: "Ad una donna meravigliosa come lei, posso offrire una tazza di cioccolato caldo al bar, per scusarmi".
    
    Lei riflettè un attimo. Accigliò lo sguardo mi scrutò come nei recessi della mia mente per cercare. "Non si preoccupi, se non le va", le dissi, sorridendo gentilmente.
    
    "Ah no, ci mancherebbe mi va eccome. Ma dove andiamo?".
    
    "C'è un bar molto carino qui vicino. Possiamo lasciare le buste in macchina e andare a piedi se vuole", accettò.
    
    La accompagnai alla macchina, aiutandole con la spesa, dove caricammo nel bagagliaio le sue buste. Io rimasi con le mie in mano.
    
    "E lei che fa, ...
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