1. Una segretaria tuttofare


    Data: 09/07/2020, Categorie: Etero Autore: Feelrouge

    ... con i miei occhiali scesi fin sotto il mio naso lo guardo negli occhi, lui mi afferra per le braccia, si avvicina, ci alziamo in piedi entrambi e parte un bacio profondo. Un eternità, lui mi stringe forte, io stringo il suo pene, non lo mollo, la mia lingua si intreccia con la sua. Le sue mani scendono al mio culo, lo palpano, lo stringono. Mi prende di peso da sotto i miei glutei, mi solleva e mi sdraia sulla sua scrivania, con il volto scende fino al mio bacino, mi alza la gonna, e mi bacia nonostante calze e slip. Le sue mani massaggiano i miei seni poi scivolano giù. Io sono al limite non ce la faccio più. “Scopami, scopami…..”. Non se lo fa ripetere tre volte, con le sue forti braccia mi strappa i collant, io avverto un brivido di pazzia ed eccitamento lungo tutto il mio corpo, poi è la volta degli slip che fanno la stessa fine delle calze. Mi alza le gambe allargandole e me lo infila di forza. Mi sbatte sempre più con forza, io sdraiata di fronte a lui urlo di piacere. Le sue mani lasciano le mie gambe, si avvicinano alla camicia ed, in un solo gesto, la aprono di forza. I bottoni volano dappertutto, i miei seni sbordano sempre più dal forte movimento di bacino. Me li massaggia infilandoli sotto il reggiseno ...
    ... fino ad alzarmelo. Ora sono io nelle sue mani. E’ forte, è deciso, è uomo. Per un attimo lo sfila dalla mia fica fradicia, mi alza dalla scrivania, mi spoglia completamente, mi gira di spalle. Io mi poggio alla sua scrivania, allargo le gambe, alzo i miei glutei, chino la schiena pronta a sentire tutto il suo essere maschio, dentro di me. Lui mi afferra il culo e me lo spinge nella fica. Mi sbatte, mi sbatte, sempre più forte, sempre più in fondo. Porta la sua mano sinistra sul mio seno, stringendomelo ad ogni botta. La sua mano destra mi afferra i capelli con decisione, me li tira. Io godo…. quanto godo….. mi sento femmina, mi sento troia e mi piace tantissimo fino ad urlare di piacere. Lui non resiste, lo tira fuori e viene sul mio culo sudato. E’ sfinito. Io a stento mi reggo in piedi, poggiata sulla scrivania, quasi completamente nuda, con solo i miei tacchi e quel che resta dei miei collant. Cerco di rialzarmi, barcollo. Fra silenzio misto ad imbarazzo provo a rivestirmi cercando quel che resta dei miei indumenti. Lui si riveste, sente quel sottile gelo che si è creato e con una sola frase mette tutto a posto: “Avevi ragione, il riscaldamento non serviva più”. La serata si chiude come meglio non poteva finire. 
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