1. Lettera all’amico cuckold


    Data: 10/07/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: single80fe

    ... accoglie.
    
    Quando si scosta per respirare, senti uno schiaffo. Non sai dove, se sulla tetta, sul viso, sul culo. Lei grida ma poi la senti dire: - Dammi il tuo cazzo, ancora, in bocca.
    
    - Prenditelo - mi senti
    
    Vorresti sbirciare, ma non hai modo. Avvicini l'orecchio alla porta, per sentire.
    
    - Adoro il tuo cazzo - la senti dire
    
    - Ora ti scopo.
    
    - Si, scopami, scopami cazzo.
    
    La apro le gambe, la schiaccio. Caviglie sulle mie spalle, gliele lecco mentre faccio scivolare il glande duro sulla figa davvero bagnata.
    
    Spingo, forte e lento. Non lo sai fare, tu. Scopi come un coniglio, me lo ha detto. Non sai giocare con il ritmo, con la forza, alternare lentezza e rapidità, profondità e superficie.
    
    Invece, io la possiedo. Lei e il suo primo orgasmo che le squassa il corpo mentre profondo dentro di te.
    
    Grida il mio nome, M., mentre il tuo cazzo è durissimo. Ma non puoi toccarti.
    
    Ora però è il momento di far venire di utilità il guinzaglio. La giro a pecora tirandola per il collo. Le sputo sul buco del culo mentre affondo il cazzo duro nella figa. La scopo forte, tenendola al guinzaglio con una mano, mentre le infilo un dito su per il culo con l'altra.
    
    Grida ancora e ancora, e a te sembra di impazzire.
    
    Sei geloso ed eccitato allo stesso tempo, come quando prendi una droga non capisci quanto tempo stia passando.
    
    È il nostro primo incontro, non te lo immaginavi così intenso, pensavi che la dominanza che cercava la tua sweet fosse solo un gioco ...
    ... dolce. Invece ha trovato un padrone severo, per cui bagnarsi e da servire.
    
    Ma io ti sto parlando mentre la scopo come la peggior troia di strada, con il massimo rispetto. È lei che lo vuole.
    
    La faccio alzare in piedi e la scopo baciandola profondamente. Caring, mi prendo cura del suo corpo e della pelle arrossata da schiaffi e frusta, continuando a scoparla. Mi piace fotterla in piedi, così potrò sorreggerla quando l'orgasmo le farà tremare le gambe.
    
    Puntuale arriva, con la mia mano a strofinarle la clitoride, il mio cazzo curvo dentro, spingo sul punto g, la mia lingua nella sua bocca: si sottrae solo per farti sentire meglio quanto gode.
    
    Trema, vibra, geme, ansima. Ma dopo diversi minuti si riprende, in ginocchio, è quasi lucida mentre mi lecca e succhia e sega e guarda, fino a farmi svuotare otto schizzi di sborra nella sua bocca.
    
    Mi senti urlare il suo nome. Sai che arriverà a breve, ti rimetti sul divano. Lo so che sei ancora eccitato.
    
    Lo so perché me lo ha raccontato lei.
    
    Lei che mi ha lasciato fumare una sigaretta da solo, dopo, nudo, aspettandola.
    
    Lei che è venuta sul divano con te. Ti ha parlato a voce abbastanza forte perché io sentissi:
    
    - Ora ti sego, marito mio. Finalmente mi ha fatto scopare un vero maschio, mica come te, che ti ecciti a sentire quanto godo dal buco della serratura. Sei un cornuto, lo sai? Un grande cortuto. Ti amo, ti amerò per sempre, ma voglio che continui a farmi sbattere da cazzi veri. M. vuole portarmi a fare le orge, ...