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Lezioni private
Data: 12/07/2020, Categorie: Etero Autore: Mentat
Arrivo dal mio insegnante privato che sono accaldata, la fine del maggio di quest�anno ci ha colti tutti impreparati con un�afa appiccicosa in anticipo di almeno un mese sulla stagione. Qualche idiota pensa che ci sia qualcosa di utile o di formativo nell�imparare una lingua morta alle scuole superiori. Io penso che sia solo una grandissima perdita di tempo, per questo faccio una fatica disperata a studiare latino. E, ciononostante, non arrivo alla sufficienza. Come se non mi bastassero le ore di lezione a scuola, quindi, devo per forza farne di private, se non voglio restare bocciata. Non che me ne freghi granché di venire promossa, ma ora che ho fatto i diciotto anni se mi faccio bocciare posso dire addio alla patente. Il mio insegnante privato è un vecchio signore, un professore in pensione. è un brav�uomo, credo. Tuttavia questo non fa altro che spingermi a essere crudele con lui; non riesco a fare a meno di sporcare le cose pulite. Come un monello che imbratta apposta la tovaglia nuova che sua madre ha appena steso sulla tavola, proprio perché lei gli ha detto di stare attento a non macchiarla. Sono in anticipo di qualche minuto, e l�anziana moglie del mio insegnante privato mi dice gentilmente che se voglio posso sedermi sulla sedia dello scrittoio nell�ingresso. La ringrazio sorridendo, e mi lascia sola tornando alle sue faccende. Non mi siedo, sento l�inguine sudaticcio dopo la lunga camminata fatta nel caldo per arrivare fino lì da casa mia. Ho una gonna molto ...
... corta, e non voglio lasciare l�orma di sudore dell�incavo tra le mie cosce impressa lì sul tessuto dell�imbottitura della sedia nell�ingresso. La mia intenzione è imbrattare l�anima del mio insegnante privato, non turbare quella della sua anziana moglie con l�impronta del mio sesso sul mobilio di casa sua. Finalmente la lezione precedente la mia si conclude, la porta dello studio del mio insegnante privato si apre e ne esce un ragazzo che saluto appena quando ci incrociamo nel corridoio. L�insegnante privato rimane sulla porta, tenendola aperta per farmi entrare nel suo studio. Passo di fianco a lui e gli sussurro nell�orecchio. è un uomo di bassa statura, mi basta piegare appena la testa perché le mie labbra arrivino facilmente al suo orecchio, il mio fiato caldo e umido dentro di esso. � Non porto le mutandine, oggi, � le mie parole rotolano morbide dalle mie labbra direttamente nel suo orecchio. Lo sento irrigidirsi mentre saluta il ragazzo che va via, poi chiude la porta dello studio. Mi siedo ordinatamente al mio posto, al pesante tavolo di legno scuro che usa come scrivania, di fronte a dove prenderà posto lui. Poco dopo arriva, in volto il leggero rossore del turbamento che le mie parole gli hanno provocato. � Fa un tale caldo oggi, � dico, quasi a giustificare l�affermazione che ho sussurrata nel suo orecchio qualche istante fa. Il mio insegnante privato deglutisce aprendo il suo voluminoso dizionario senza motivo. Un attimo dopo lo richiude, e mi domanda: � Hai svolto il ...