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Lezioni private
Data: 12/07/2020, Categorie: Etero Autore: Mentat
... compito che ti avevo assegnato? Con le dita fermo una stilla di sudore che dalla base del collo mi sta scendendo nell�incavo tra i seni, giù nella scollatura della camicetta. Il suo sguardo si posa sulla pelle lucida del mio petto accaldato. � Certamente, � dico, e mi metto a frugare nella mia borsa finché non ne traggo il quaderno delle versioni. � Ecco qui, � glielo porgo. Mentre lo controlla, mi sfilo le scarpe spingendo con la punta di un piede contro il tallone dell�altro. Poi piego una gamba appoggiando il tallone sul bordo della sedia e mi sistemo col mento sul ginocchio, aspettando con aria innocente che finisca di correggere. La gonna mi è salita oltre l�inguine, guardando in basso posso intravedere la corta peluria del mio sesso che tengo curato. Ne sento il leggero odore acre che sale fino alle mie narici. Sentire il mio odore mi eccita, e questo mi sembra ne faccia aumentare l�intensità. Come un circolo vizioso che si autoalimenta, e a ogni ciclo si espande. Immagino che presto arrivi a coinvolgere anche il mio insegnante privato. E così accade, forse. Qualcosa muta nella sua espressione, e anche se non ha finito di correggere la mia versione alza gli occhi dal foglio per guardarmi e posa la matita che tiene in mano. Io gli sorrido mentre mi osserva ripiegata su me stessa e appoggiata al mio ginocchio. Forse immagina che sia per via di quella mia posizione che spargo il mio aroma nell�aria. Oppure è tutto nella mia immaginazione, e lui probabilmente si domanda ...
... solo se sia vero che non indosso le mutandine o se sia stata una mera provocazione la mi affermazione di poco fa. Riprende a leggere, e finge di urtare inavvertitamente la matita con cui sta correggendo facendola cadere. Si abbassa per raccoglierla, ma per qualche motivo sembra sia andata a nascondersi in un punto in cui non riesce subito a trovarla. Io rimango immobile, incurante del suo frugare con lo sguardo sotto la scrivania. Alla fine riemerge, rosso in volto per essere rimasto piegato tanto a lungo sotto a un tavolo alla sua età, e probabilmente anche per ciò che ha constatato coi propri occhi: la verità delle mie parole. Finisce di correggere la mia versione in silenzio e senza guardarmi in faccia. � C�è qualcosa che non va, � dice. � Che cosa, professore? � chiedo con tono annoiato. Lui finge di non farci caso, e mi dice: � Vieni qui che ti faccio vedere. Scendo dalla sedia, ubbidiente, e mi porto al suo fianco. Sembra non fare caso al fatto che sono scalza. Mi mostra le sue correzioni, ma io sono più attenta a notare come, di tanto in tanto, si fermi a contemplare il fatto che il mio sesso fragrante si trova a pochi centimetri dal suo volto, celato solamente dal tessuto leggero della mia gonna corta. � Ti è tutto chiaro? � mi chiede quando ha finito, con la voce che gli esce vagamente strozzata. � Mi annoia il latino, � dico capricciosa. Lui mi fissa senza sapere cosa dire. Lentamente mi siedo sul suo tavolo, quasi davanti a lui. Piego le gambe appaiate e poso i piedi ...