1. Cocktail d'amore


    Data: 16/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: honeybear

    ... ispidi. Sei inarrestabile: sbuffi e ringhi come un toro. Il suono delle tue cosce contro le mie natiche ed il massaggio prostatico che mi stai regalando, esaltano un piacere già immenso. Intenso. Così intenso da farmelo rizzare fino a farmi provare dolore. Arrivano pacche sul culo accompagnate da piacevoli sconcezze che mi sussurri chinandoti su di me; le stille del tuo sudore scivolano lungo il collo. La tua lingua è pronta a raccoglierle per poi farmele assaggiare mischiandole ai miei umori che il tuo dito mi imbocca.
    
    Mi cavalchi fino allo stremo ed io continuerei a farmi cavalcare ancor di più.
    
    Esci...
    
    Mi volto. E ti vedo affannato e splendido come il sole, porgermi una mano. La maglietta attillata ancora addosso e i pantaloni calati.
    
    “Dov’è…”
    
    Tenendoti per l’uccello, ti accompagno in camera. Ci buttiamo sul letto. Io sopra. Ti sollevo le braccia sopra la testa tenendotele ferme con una mano, e lascio che la mia lingua morbida perlustri il territorio. Lecco ogni centimetro di torace, indugiando sui capezzoli. Li stringo tra i denti attraverso la stoffa si inzuppa della mia saliva per tirarli verso di me strappando un gemito. Scendo ancora più in basso, attratto sempre da quel triangolino scuro. Stavolta non mi sfugge il profumo agrodolce tra le tue cosce, come non mi sfugge il sapore acre del subito sotto. Lo lecco e lo succhio come il più gustoso dei gelati prima di denudarlo completamente levandoti gli inutili jeans.
    
    Ti giro su un fianco. Istintivamente ...
    ... sollevi la gamba destra. Hai capito cosa voglio e me lo dimostri sorridendomi prima di baciarmi dolcemente. Il mio uccello ora preme contro il fiorellino che lo sta chiamando.
    
    Deglutisci.
    
    Inizio a spingere.
    
    Stringi i denti ringhiando.
    
    “Sei!?…”
    
    “No… No, non sono vergine…”
    
    È a quel punto che sento il tuo buco cedere e affondare dentro di te strappandoti un grido.
    
    Ti restituisco il favore, pompando dentro i tuoi intestini tutta la mia foga, tutta la mia voglia di regalarti il piacere che mi hai dato me poco fa. No, sto mentendo: in realtà voglio regalarti di più… Per questo lascio scivolare il braccio sotto la gamba sollevata: così ai colpi di cazzo alterno quelli della mia mano sul tuo scettro.
    
    Non sai che gioia mi da, vederti agitare sbuffando e ansimando ad ogni spinta. Ad ogni bacio.
    
    “Sto venendo… Non ce la faccio più! Devo sborrare…”
    
    Mi sfilo e ci sdraiamo uno accanto all’altro afferrando i rispettivi membri. Iniziamo a masturbarci. Ci guardiamo. Sorridiamo cingendoci le spalle. Le lingue si rincorrono, duellano e cercano riparo nella bocca dell’altro. La velocità delle mani aumentano progressivamente. Stiamo arrivando al capolinea. E lo facciamo insieme, soffiandoci in gola il reciproco piacere che inonda i rispettivi petti.
    
    E poi restiamo lì. Solo un attimo per riprendere fiato.
    
    Le lingue non sono ancora abbastanza stanche e riescono a ripulire tutto per benino.
    
    Ci abbracciamo sopra le coperte, fino a che non veniamo sopraffatti dal ...