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Partì per scherzo ma non lo fu più.
Data: 17/07/2020, Categorie: Etero Autore: franco 018
Stavo lasciando l'appartamento in città, per trasferirmi ad un paesino dove avrei senza dubbio ritrovato la pace , l'aria pura e vivere insomma beatamente. Nel richiudere il portone mi cadde l'occhio sulla targa del ... "Mago ecc., ecc.,". Quante volte, essendo il suo campanello vicino al mio, avevo risposto a gente che chiedeva un aiuto, ma lasciamo perdere i commenti, comunque devo ammettere che molte volte mi sono trovato difronte a gente che stava uscendo dal palazzo ed aveva in viso un'espressione soddisfatta, felice che alle volte si rivolgeva a me, ritenendomi fortunato per avere vicino un mago così bravo. Quante volte ci avevo riso sotto i baffi! Quel giorno dunque lasciai la città ed andai con la mia automobile piena di pacchi e valige al paesino. Giunto lì, mentre apro la porta di casa mia, vedo una signora anziana che mi saluta ed io ricambio presentandomi: "sono Franco ..." e quasi le sto per raccontare la mia vita, vedendola interessatissima alla mia persona. Si offre addirittura ad aiutarmi a scaricare l'auto ma la roba è pesante ed io non glielo permetto con un sorriso di riconoscenza. Lei comunque si offre per qualsiasi cosa: sono senza la tale cosa in cucina, ho bisogno di telefonare ..., insomma, assai gentile e disponibile a tutto. Terminato di scaricare l'auto, chiudo il portone e, neanche passano dieci minuti che sento il campanello. Do per scontato che sia la vicina di casa invece è il camion che mi ha portato il mobilio da Roma. In poco tempo viene ...
... scaricato e posto al punto giusto l'intero mobilio. Do una cospicua mancia ai due giovani che mi hanno lasciato i mobili e mi congedo da loro. Inizio a sistemare libri, indumenti e ogni cosa al suo posto giusto. Terminata la maratona, sento di nuovo il campanello e, questa volta è davvero la mia vicina, la signora Maria, vedova sessantenne con figlia quarantenne. M'invita da lei a prendere un caffè ed io accetto subito, felicissimo di starmene un attimo a riposarmi, gustando la mia bevanda preferita. Entro in casa sua e mi viene incontro Giosuè, il cane di grossa taglia che mi riempe di feste, di leccate alla mano e facciamo subito amicizia. La signora Maria, mi mostra la foto di Beatrice, sua figlia, una biondona da infarto e, nonostante la sua prorompente bellezza, non ha corteggiatori mi dice la sua mamma. io commento e lei chiaramente, mi domanda se sono singolo o no. L'accontento subito e la mia condizione di scapolo le mette tanta felicità da farle brillare gli occhi. Fingo di non essermene accorto. Preso il caffè sto per salutarla ed andarmene a finire la sistemazione a casa mia ma lei mi fa promettere di stare a pranzo da lei, immaginando che la mia cucina non sia perfettamente pronta per operarci. La ringrazio caldamente e, mentre sto uscendo, lei mi chiede di cosa mi occupo. Lì per lì mi trova un po incerto a rispondere, dato che non ho lavoro e mi dovrò inventare un'occupazione per vivere, così però mi balena l'idea e la visione del vecchio portone dove c'è la targa ...