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La donna del mistero, parte seconda
Data: 17/07/2020, Categorie: Etero Autore: gladius
... guinzaglio come un cagnolino mi porto verso la compagna, mi fece sdraiare su di lei e mi odino di baciarle le tette. i Rimasi bloccato per un attimo e fu allora che sentii un lieve dolore sulla schiena, .mi aveva dato un leggero colpo con un frustino di cuoio, ripetendo �.esegui l'ordine o non sarò più tanto delicata�. Capii allora che in questo gioco ero io il sottomesso ed eseguendo i suoi ordini cominciai a baciare le tette della dona in rosso sdraiata sotto di me. Mi impegnavo con le labbra e la lingua, succhiavo le tette sode, leccavo e mordicchiavo i capezzoli che si erano fatti duri e turgidi e sentivo la donna ansimare e gemere di piacere, purtroppo dopo non molto un tiro di catena mi fece sollevare poi le mani della mora presero la mia testa e la spinsero fra le gambe dell'amica, me la schiaccio contro la sua figa già molto bagnata e mi ordinò di leccarla e succhiarla sino a farla godere e ammonendomi che ad ogni mia interruzione o mugolio di piacere avrei ricevuta una frustata. Iniziai cosi il mio compito gradevole compito mentre il mio cazzo era diventato durissimo e pronto ad esplodere,lei profumava di donna,.la sua pelle era morbida, la sentivo sulle mie guance quando lei stringeva le sue cosce intorno al mio viso emettendo piccoli gemiti di piacere. Ero lo schiavo che stava vivendo un sogno divino, la mia lingua che leccando non tralasciava un centimetro dalla sua vulva, insinuandosi tra le sue piccole e grandi labbra e dentro di lei, succhiavo il suo ...
... clitoride che indurendosi .mi faceva pensare ad un piccolo pene tanto ero gonfio e turgido. Per un attimo mi fermai a prendere fiato e mi scappò un gemito di piacere e di voglia repressa, ma immediatamente un colpo di frustino si abbatté sulle mie natiche e senza che Gabriella dicesse niente capii che non potevo mai smettere, continuai fino a che il suo miele colo nella mia bocca e dalla sua gola uscì un urlo liberatorio. A quel punto le parti si invertirono, la rossa venne slegata e su quel tavolo venni ammanettato io, a questo punto era giunto il momento della mora che voleva la sua parte di piacere ed io da schiavo l'avrei soddisfatta. Si posizionò però con la sua figa sul mio volto e la sua bocca arrivò presto a contatto del mio cazzo rigido e pulsante.� Leccami con tutta la tua esperienza e capacità se vuoi che io faccia lo stesso con il tuo cazzo�. La mia bocca e le mie labbra erano stanche ma la voglia di sentire quelle sue labbra morbide sul mio cazzo era talmente tanta che dimenticai la stanchezza e cominciai a leccarla,.ad ogni mia leccata ne rispondeva una sua,ad ogni mio succhio il mio cazzo finiva nella sua bocca e veniva succhiato e aspirato da lei che lo avvolgeva con la lingua, era una sensazione eccitante, quella bocca vogliosa che mi leccava e stuzzicava la punta per poi ingoiare tutto il mio membro grosso duro e fremente. Più io andavo veloce e aumentavo il ritmo, piu veloce andava lei, mentre altre due labbra leccavano i miei testicoli, ed interno cosce, la rossa ...