1. In Palestra


    Data: 17/07/2020, Categorie: Etero Autore: PeneCurioso

    ... al contatto fisico giustificato dalle battute: pacche sulle chiappe da parte mia, tastate di bicipiti da parte sua, ed in generale una ridotta distanza tra i corpi durante le brevi conversazioni tra un set e l'altro. Nonostante ciò, non sapevamo praticamente nulla l'uno dell'altra, nemmeno lo stato sentimentale. Lei non sapeva nemmeno quanti anni avessi io esattamente, mentre io la sua la sentii dalla sua voce mentre parlava con un'amica.Punto di svolta una settimana fa, e la premessa si sarà anche intuita: Mario mi lascia il comando del tornello e se ne va per sbrigare delle faccende alle poste. E' ora di pranzo, la palestra è deserta e dentro ci siamo solo io e lei. Che fosse interessata a me lo si capiva da come si comportava a seconda degli occhi che aveva addosso: ha l'abitudine di fare stretching tra un set e l'altro, abbassando il busto, con il culo appoggiato al muro e le gambe dritte, fino a toccare con il palmo delle mani il pavimento. Quel giorno no, preferì mettersi di fianco ad uno dei grandi specchi che ci circondavano, incidentalmente proprio davanti a me, che seduto a riprendere fiato poco più defilato potevo posare i miei occhi su quello spettacolo.Quando Mario uscì, rimanemmo solo io e lei, e sapevo che quasi sicuramente saremmo rimasti solo io e lei fino al suo ritorno; lei stava nell'angolo della palestra dedicato alle 4 panche per gli addominali. La panca su cui stava facendo addominali faceva sì che le sue gambe puntassero verso l'interno della stanza, ...
    ... dove io ero, e quando mi sono avvicinato per posare dei pesi non potei fare a meno di notare come i suoi attillati pantaloni di tuta sottolineassero il taglio della sua fica, grazie anche al fatto che, durante il riposo, le sue gambe non fossero unite ma rilassate, leggermente divaricate. Per me era abbastanza, avevo lavorato per tre quarti d'ora con una erezione che i pantaloni e la maglietta che ci cadeva sopra facevano fatica a nascondere, oltre che con una mente distratta da inevitabili pensieri di sesso.Messi giù i pesi, con pochi passi decisi raggiunsi la sua panca, mi abbassai verso di lei e con il suo sguardo sorpreso le afferrai le gambe, le alzai e presi il posto per sedermi, lasciando poi ricadere le gambe sulle mie cosce. Mi fissava e voleva dire qualcosa, io mi avvicinai e con un sorriso provocatorio le chiesi-"Hai finito di provocarmi?"-"Provocarti..?", rispose, facendo un po' la finta tonta ed un po' prendendo tempo per decidere come comportarsi-"E' da quando sono qua che mi mostri il culo. Ho capito cosa vuoi tu.."-"E cosa voglio?"-"Questo.."Le mie mani raggiunsero i suoi fianchi ed afferrarono i bordi dei suoi pantaloni con le dita, rapidamento fecero il movimento per sfilarli. La cosa, come mi aspettavo, incontrò la sua resistenza, ma bastò insistere un pochino per farli scendere il giusto. Mi ero avvicinato ancora di più, nel frattempo, e la visione del suo pube mi era coperta dai pantaloni che ora stavano a metà coscia, assieme alle mutandine. Ovviamente ...