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Nuova cartella (selina, un'altra volta)
Data: 19/07/2020, Categorie: Etero Autore: Apogeo
... in risalto i capezzoli turgidi, altre ancora in cui nascondeva con le dita, non totalmente per la verità, le proprie grazie ed infine diverse in cui si lasciava andare a situazioni esplicitamente lascive di autoerotismo. Una su tutte mi faceva impazzire: Selina seduta nuda sul divano a gambe spalancate, un piede poggiato a terra e l’atro sul divano , con addosso solamente un paio di scarpe rosse ed una collana di perle al collo. Con il bacino inarcato e il braccio che passava da dietro la sua schiena, si penetrava analmente con l’indice ed il medio della mano destra! La sola visione mi provocò una poderosa erezione immediata! Aprii l’asciugamano che tenevo in vita e presi a massaggiare il mio arnese, carezzandomi di tanto in tanto i testicoli. Poi mi venne un pensiero: possibile che Selina non si ricordasse della presenza di quella cartella nella sua pen-drive? Aveva dunque volutamente fatto in modo che io la trovassi? Ci pensai per un po’ e giunsi alla conclusione che non poteva averlo fatto inavvertitamente, non poteva essere stata così distratta e quindi decisi di renderle pan per focaccia. Corsi a prendere la mia fotocamera ed il cavalletto e piazzai l’attrezzatura di fronte al mio divano. La impostai in modalità video e mi filmai per circa 10 minuti mentre mi masturbavo lentamente. La mia mano scorreva sull’asta del mio pene in modo ritmico ed avvolgente, il tocco più delicato in salita e più vigoroso in discesa, fino a far calare completamente la pelle scoprendo il ...
... glande rigonfio che luccicava bagnato da gocce di eccitazione. L’eiaculazione giunse prorompente, facendo schizzare fiotti di caldo seme sul mio petto e sul mio addome. Allargai le braccia appoggiandole sulla parte alta dei cuscini del divano. Guardai fisso l’obiettivo della camera mentre il mio pene, pulsando, tornava gradualmente alla posizione di riposo. Salvai il filmato e ne trasferii una copia sulla chiavetta. Il mattino successivo, prima di raggiungere la mia postazione di lavoro, passai in Amministrazione, salutai le ragazze dell’ufficio e, con aria indifferente, raggiunsi la scrivania di Selina e le riconsegnai la pen-drive a forma di SpongeBob. La fissai a lungo, sfoggiando un sorriso sornione. Lei inizialmente sembrò non capire, poi si lascio cadere sullo schienale della sedia e sgranò i suoi begli occhioni castani da dietro le lenti degli occhiali. Il mio ultimo giorno di lavoro, prima delle ferie, stava volgendo al termine quando, intorno alle 18:30, mentre oramai in azienda quasi tutti se n’erano andati sentii bussare alla porta del mio ufficio. “Avanti” dissi con aria dimessa. Selina entrò senza dire una parola. Chiuse a chiave la porta e si diresse a grandi passi verso di me. Costeggiò la scrivania, mi raggiunse, afferrò i braccioli della mia poltrona e, con forza, mi fece ruotare di lato verso di lei. Io ero assolutamente sorpreso e quasi pietrificato nel vedere tanta determinazione da parte della mia timida collega. Sempre senza proferire verbo mi ...