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SCOPRIRE EVA
Data: 20/07/2020, Categorie: Etero Autore: EvaLuna
... reggevi in piedi, credo fosse una delle tue prime sbronze, ti aggrappavi alla mia spalla per non cadere e io ti tenevo per la vita con un braccio. Ti accompagnai fino alla tua tenda, dove il mio metro e 85 faticava ad entrare anche tutto ripiegato su se stesso, ti feci distendere su quel materassino sottile e stavo per uscire quando tu mi tirasti per un braccio e sussurrasti piano: “no, Lele, non mi lasciare sola, resta qui per piacere!”.Sospirai. Quella frase, detta da qualunque altra ragazza bella come te, in un altro momento, sarebbe stata musica per le mie orecchie; ma in quella tenda, sdraiata su un fianco, c’eri tu, arrapante come non mai con tutta quella pelle liscia e abbronzata in bella mostra, le gambe snelle e affusolate, che uscivano dalla minigonna bianca, il top corto annodato dietro il collo che ti lasciava scoperto l’addome piatto e scolpito, su cui brillava il pearcing all’ombelico, nessun reggiseno a interrompere la linea sinuosa che la tua schiena nuda disegnava incurvandosi fino al bellissimo sedere … ti avrei mangiato in un boccone, ma eri tu, eri Eva, non sarei più riuscito a guardarmi allo specchio se avessi approfittato di te, quindi la tua richiesta era la peggiore tortura che tu mi potessi infliggere in quel momento.Ma sospirai. Ed entrai.Mi sdraiai di fianco a te, che mi davi la schiena, ti incitai a dormire, rassicurandoti che il giorno dopo saresti stata meglio. Ma tu portasti indietro il tuo braccio sinistro, cercasti il mio e te lo ...
... avvolgesti intorno alle spalle come una coperta, costringendomi a girarmi a mia volta sul fianco e ad incastrarmi “a cucchiaio” dietro di te. Avvolgendoti col mio braccio avevi portato la mia mano sul tuo seno, sotto il cotone del top potevo già sentire il rilievo del capezzolo, tu tirasti indietro il sedere incastrandoti perfettamente contro il mio corpo e tutte le mie premure e i miei buoni propositi crollarono.Forse ti accorgesti dell’effetto istantaneo che avevano avuto i tuoi gesti su di me, la stoffa sottile dei miei pantaloni di lino non poteva mascherare l’erezione prepotente che eri riuscita a provocare con poche mosse: ti girasti sdraiandoti a pancia in su e cercasti con la tua bocca la mia.Ci baciammo, un bacio dolce e bellissimo, la mia lingua lambiva lentamente la tua, le mie labbra succhiavano piano le tue, tu mi accarezzavi la nuca, la premevi per spingere ancora di più le nostre bocche l’una contro l’altra. La mia mano sinistra, che era ancora poggiata sul tuo seno, iniziò ad accarezzarlo piano, strofinandolo con tutto il palmo, lo strinse con tutte le dita, poi stuzzicò il tuo capezzolo già ritto sotto la stoffa, salì dietro il collo a sciogliere il primo nodo, scese lungo la schiena a sciogliere il secondo, tu ti sollevasti appena di lato per facilitarmi il compito e dopo pochi secondi quel triangolo di cotone veniva sfilato via, i tuoi bellissimi seni così ritti e rotondi, pieni e sodi, erano lì davanti ai miei occhi e non aspettavano altro che essere goduti.Mi ...