1. Il ferramenta


    Data: 23/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: PassPa

    Mi piaceva fare i lavori in casa, anche se avevo sempre poco tempo. Ma realizzare una libreria, aggiustare un guasto, rifare una parete e cose del genere mi faceva sentire bene.
    
    Non avevo sempre gli attrezzi giusti per le cose che dovevo fare e di conseguenza mi trovavo costretto ad andare spesso in un negozio di ferramenta non distante da casa che era abbastanza fornito.
    
    C'era sempre un bel po’ di gente, operai di vario genere, che prendevano materiali e quindi c'era sempre una buona fila. Ma non mi dispiaceva aspettare. Anzi, avevo il tempo per pensare a ciò che dovevo prendere guardando i materiali in giro per il negozio, e a volte nell'indecisione chiedevo consiglio a un impiegato, Giorgio era il suo nome, che era sempre molto gentile e disponibile.
    
    Ma c'era anche un altro motivo per il quale mi piaceva andare lì e non preoccuparmi delle attese, visto il mio interesse per il mio stesso sesso. Gli operai che ci trovavo erano quasi sempre molto interessanti, nei loro vestiti da lavoro e con i loro corpi spesso muscolosi. E soprattutto Giorgio, l'impiegato, mi eccitava moltissimo. Non era un uomo che a vederlo si poteva definire uno bello. Ma per me era molto sexy. Di media altezza, con spalle larghe e vita stretta. Capelli molto corti, brizzolati e un bellissimo paio di baffi. Occhi scurissimi. Braccia molto forti, tatuate, e petto ampio, con due grossi capezzoli che si vedevano da sotto la maglia.
    
    Doveva essere anche abbastanza peloso per quello che si ...
    ... poteva intravedere.
    
    Mi sorrideva sempre quando entravo, ma non mi illudevo di niente, essendo io un cinquantenne brizzolato, con barba, ma con un pò di pancetta, anche se non direi grasso.
    
    Mi piaceva quando mi spiegava le cose e quando le sue mani mi toccavano per farmi vedere come fare bene le cose. A volte chiamava qualche operaio per un consiglio su come si poteva realizzare una cosa o un'altra.
    
    Fu proprio una di queste volte che Giorgio, visto che avevo intenzione di rifare l’impianto di irrigazione del mio giardino, che chiamò due degli uomini che erano nel negozio e stavamo scegliendo tubi e attacchi per l’acqua. Li conosceva, visto che li chiamò per nome, e loro si avvicinarono sorridendo.
    
    Devo ammettere che la mia salivazione dapprima si azzerò e poi improvvisamente cominciò ad aumentare. Erano due che decisamente si potevano definire “bonazzi”. Diversi tra loro, ma proprio due manzi. Il primo che si avvicinò, credo si chiamasse Carmelo, era di media altezza ma con un fisico da urlo. Mani grandi e braccia forti, con dei muscoli che scoppiavano nella maglietta che indossava. Capelli nerissimi, anche se corti e una barba di quelle che inizia dagli zigomi e immaginavo finisse ai piedi. Occhi quasi trasparenti e un orecchino. Emanava odore di maschio a distanza. L’altro era molto alto, chiaro di capelli che portava lunghi e tenuti insieme in una coda. Barba di quelle incolte e anche lui con una muscolatura che non passava inosservata. Dal collo gli si vedeva un ...
«1234...»