1. Fuori è buio


    Data: 24/07/2020, Categorie: Etero Autore: ilcortese

    Ho fatto bene a lasciare che i miei pensieri rimanessero puri, scritti su fogli bianchi, che rimanessero sulla carta come mi nascevano nell’anima conservando le mie genuinità, le ispirazioni e soprattutto il candore delle mie immagini.
    
    Donne, anime ed altro con me stesso, con la mia vita che affiora sempre più prepotentemente in quell’essere unico, solitario, pieno di emozioni, sensazioni e trasparenze che hanno il carattere della dualità.
    
    Ansie e nostalgie che si aggrappano al presente e non lasciano spazio al passato, il terreno per la mia disperata angoscia per il vivere quotidiano, niente è banale, niente è superficiale od egoista.
    
    Attimi rubati alla beffa della vita senza ritorni, quell’entità legata alla dimensione notturna in cui tutto nasce e si costituisce…
    
    Sputami sul cazzo, quello devi fare, ingoialo e soffocati cagna, sono il lupo, così mi conosci, così sono realmente, ti apro la porta senza salutarti, ti inginocchio, apro la patta dei miei calzoni e miro diretto alla tua gola, prepotente e deciso affondo, una mano sul tuo collo, l’altra afferra i capelli, ti obbligo a soddisfare la mia dimensione.
    
    Pochi minuti e ti riempio la bocca, una dolce melodia, quella melodia che ti passa dall’anima e che ti fa ricordare chi sei senza lo scudo razionale, provare emozioni dal corpo che sollevano lo spirito dell’uomo tenace e mai domo, quell’uomo che non mendica le attenzioni.
    
    È buio, siamo affamati, dobbiamo regalarci il cibo, il piccolo ingresso è ...
    ... sufficientemente spazioso per permetterci di dilaniare i nostri corpi, caldi respiri ci accompagnano nel silenzio, masturbami è l’unica parola che pronuncio, non c’è tempo per altro.
    
    Ti strappo la maglia mentre ti fisso dritto negli occhi, libero il tuo corpo dagli orpelli, veli strappati, capezzoli duri, la bianca carnagione si confonde con il pavimento in marmo chiaro, lo vorresti ingoiare ancora, io te lo proibisco, ora mi devi leccare, sai cosa intendo, ti spingo la testa, inizia dai piedi ordino, tu lavori con dovizia e cura, nulla lasci al caso, non parlo, tu continui, si continui a svolgere il compito, bene è il mio commento.
    
    Strusci il ventre ed i seni sul freddo pavimento, mi succhi e mi lecchi come una cagna, sei già fradicia, i tuoi profumi lo confermano, la tua dedizione aumenta il mio piacere, la saliva bagna il pavimento, non ti fermi, non chiedevi altro, sei sempre più fragile ed io ti incito a continuare, tra poco ti osserverò godere, immagino già quell'orgasmo di resa, quell’orgasmo che ti fa dire uccidimi.
    
    Lentamente inizi a percorrere le mie gambe, lingua sapiente, caviglie e talloni ancora fremono, stai pian piano avvicinandoti allo scroto da lì attraversando la terra di nessuno mi infili la lingua nell’ano, la tua mano nel frattempo non ha mai abbandonato il mio pene, ora nuovamente turgido, di nuovo pronto come in una sfida.
    
    Sei molto attenta, sai che sono esigente, con cura maniacale insisti tra le mie natiche, sei mia, solo mia, una mia creatura, ...
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