1. Dieci ragazzi per me (2)


    Data: 30/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: crigio

    ... e sono di nuovo impalato. Un fuoco mi pervade e mi accende una miccia in corpo, perché in pochi secondi schizzo per aria come se una bomba mi fosse esplosa nelle viscere. Sputo la verga di Enrico e urlo: “Sìììììììììì!!! Ancora! Ancoraaaaaaaaaaaa!!!”, e diversi spasmi mi sconvolgono. Lo stallone se ne infischia e, anzi, mi sbatte con maggiore violenza.
    
    “Sìììììììììì!!! Scopami!!! Scop…. Coff! Coff! Coff!... Glugh!!!... MMMMMMMM!!!...”, imploro, ma il gigantone mi ripianta la mazza in gola, facendomi affogare. L’orgasmo mi bussa alle porte del cervello, ma anche questo tipo mi abbandona proprio sul più bello.
    
    “NOOOOOOOOOOOOO!!!”, mi incazzo, liberandomi la bocca dal palo di Enrico. Lo sfintere spinge in fuori ed è pronto a contrarsi, ma ha bisogno di un aiuto esterno. Dieci unghie si piantano sulle mie spalle e scorrono lentamente verso il basso. La mia schiena si inarca tanto che temo si spezzi. Quando la carezza raggiunge le natiche arretro col corpo perché quelle mani non mi lascino: le chiappe si separano e una spinta irrefrenabile parte dal mio stomaco e termina al buco del culo, che si spalanca vergognosamente. Quattro dita ne approfittano per passarci attraverso e iniziano a ravanarmi dappertutto. L’ultimo si aggiunge subito dopo e presto ho tutto il pugno in corpo.
    
    “Dai, succhiami!”, mi fa Enrico, infilandomi il cazzo in bocca.
    
    “MMMMMMMMMMMM!!!”, gemo quando la mano raggiunge la mia prostata. Poi torna indietro e si ferma là dove le nocche mi allargano al ...
    ... massino l’anello. L’uomo rigira il pugno in senso orario e antiorario e arrivo al massimo della dilatazione.
    
    È il punto di non ritorno: dalle viscere un calore improvviso si diffonde per tutte le membra. Con uno strattone la mano esce da me. Subito dopo un’enormità di pelle, carne e corpi cavernosi mi attraversa lo sfintere. La sento in ogni angolo, nonostante gli spasmi mi costringano a rimanere aperto. Poi, una convulsione e mi contraggo di colpo: stritolo il cazzone e quello si gonfia ancora. L’uomo rantola, sento che si contorce: uno schizzo infinito di nettare caldo mi inonda gli intestini. E poi un altro e un altro ancora. Ho il retto colmo di sborra e i muscoli dello sfintere mungono la mazza nell’intento di svuotare completamente quei coglioni belli carichi.
    
    Lo stallone si tira indietro e lo sperma spruzza fuori. Una mano sporca, ricca dell’aroma del seme, mi tappa la bocca e mi insozza tutta la faccia, il collo il petto e poi svanisce.
    
    Lecco. Inspiro. Il cervello si fa liquido. Gli occhi si rivoltano nelle orbite e sbavo dalla bocca.
    
    “AAAAHHHH!!! AAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHH!!! AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!”, urlo, e l’orgasmo anale esplode potente. Le braccia non mi reggono e mi accascio sul letto, tremando e gemendo finché il piacere non si esaurisce.
    
    Enrico si sdraia accanto a me e mi coccola aspettando che mi calmi completamente. Poi, mi afferra una coscia e mi tira sopra di lui. Impugna il suo cazzo e lo sbatte contro le mie chiappe e ...