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Dieci ragazzi per me (2)
Data: 30/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: crigio
... colpire la prostata. Un filo di precum mi cola dal cazzo. Enrico mi prende la faccia tra le mani e mi bacia con passione. “Amore!”, mi fa. “Sei bollente!”. Lo stallone dietro di me continua a giocare con i nervi del mio sfintere: fa crescere esponenzialmente la mia eccitazione, che si traduce in un aumento della temperatura del mio corpo. Sudo e avverto un peso nel basso ventre che, piano piano, svanisce contemporaneamente ad un rilascio di calore verso tutte le mie membra. Un formicolio si irradia dal mio stomaco verso la gambe, le braccia e la testa. Attraversando il busto, mi fa inturgidire i capezzoli, che diventano durissimi e spingono in fuori. Enrico se ne accorge e allunga la lingua per lapparmeli. Questa carezza è l’innesco che fa esplodere l’ennesimo orgasmo: mi sembra che la stanza mi giri tutta intorno e che il letto si scuota, ma in realtà sono io ad essere preso da un terremoto interiore. L’energia di quel calore mi fa vibrare e lamentare. Lo stallone non smette di torturarmi, così come il mio gigantone che mi mordicchia le aureole, ridacchiando per le reazioni del mio corpo. “Sei bellissimo quando godi così! Mi fai impazzire! MMMMM!!! Slurp! Slurp! ...
... Slurp!”, mi sussurra, e poi torna a leccarmi il petto. Il mio lamento cresce di volume: le vibrazioni diventano tremori e uno spasmo mi fa inarcare la schiena di scatto e spingere indietro il culo. Così facendo, mi pianto i due cazzoni fino in fondo alle viscere e non controllo più i miei muscoli. Lo sfintere strizza le due verghe: le strozza, le masturba e ne aspira tutto il succo. Sia Enrico che l’altro tipo mi scaricano dentro i loro semi e sentirli scorrere per le pareti interne mi fa sussultare nuovamente. Non ci vedo più: gli occhi sono rivoltati nelle orbite. Non trattengo più la saliva, che cola abbondantemente dagli angoli della bocca. I due energumeni rantolano e si svuotano le palle: Enrico geme, mi stringe i fianchi e agita le gambe. Quando riprendo il controllo, vedo che si accascia sul letto, stremato. Mi chino a baciarlo, mentre l’altro cazzo si sfila da me e il tipo ci abbandona. “Vado un momento in bagno”, dico ad Enrico, quando mi riprendo. Lui annuisce, ancora ad occhi chiusi, mentre gli libero il cazzo dalla morsa del mio sfintere. Scendo dal letto e, barcollando, raggiungo velocemente la porta accanto all’armadio. La apro e me la richiudo alle spalle..