1. L'autobus 106


    Data: 03/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: oldhotguy99

    Avevo preso l'autobus 106 per andare a piazza Leoni a trovare un amico, mio coetaneo sedicenne. Da lì il mezzo iniziava ad attraversare il parco della Favorita per arrivare alla località balneare di Mondello.
    
    Lungo il percorso, con grande fastidio dei viaggiatori, un marocchino tarchiato aveva puntato un giovane, dalle capacità mentali evidentemente ridotte, che mentre stava per scendere aveva fatto eccitare toccandolo nelle parti intime. Il giovane non scese più e si capiva che il marocchino, già in erezione come la sua vittima, intendeva portarlo nel parco dove intendeva approfittare di lui. Il nordafricano si guardava intorno con soddisfazione per la sua facile conquista e lanciò anche a me un sorriso ed uno sguardo d'intesa. La cosa mi infastidì, anche per i loro reciproci sfacciati toccamenti e strusciamenti, ma il suo sguardo mi rimase fisso in mente. Giunto alla mia fermata scesi. L'autobus ripartì ed entrò nel parco.
    
    Non ci pensai più fino alla sera, quando a letto ricordai la scena vista ed iniziai ad eccitarmi.
    
    Cercai di immginare cosa fosse successo tra i due, con la certezza che il maroccihino aveva approfittato fino in fondo di quel ragazzo.
    
    L'indomani dovevo ritornare dal mio amico e presi nuovamente il 106. Era la stessa ora e trovai di nuovo il marocchino. Mi riconobbe e mi lanciò uno sguardo di sfida pieno di sottintesi.
    
    Per evitarlo mi andai a sedere in fondo all'autobus semivuoto, commettendo un grave errore. Infatti lui venne a sedersi sul ...
    ... sedile accanto al mio.
    
    Alla fermata precedente a quella in cui dovevo scendere sentii la sua gamba strusciarsi contro mia e la sua mano poggiarsi sulla mia coscia. La sensazione fu come un nodo allostomaco, con uno strisciante desiderio di contatto fisico. Mi guardai intorno e vidi che gli altri passeggeri erano nella parte anteriore del mezzo.
    
    Mi rilassai e lo lasciai fare. La sua mano si insinuò più a fondo tra le mie cosce, ed io dimenticai di scendere.
    
    Poi mi disse di scendere alla prima fermata dentro il parco e si avviò avanti. Ero soggiogato dalla sua richiesta, e lo seguii a distanza alla portiera, per scendere subito dopo di lui.
    
    Appena sceso, si avviò verso alti cespugli, ma io rimasi bloccato alla fermata, con il cuore in gola.
    
    Tornò indietro e mi fece cenno di raggiungerlo. Ormai non capivo più niente, e lui si rese conto che ero alla sua mercé: poteva fare di me qualsiasi cosa volesse, e decise di agire con me con grande calma.
    
    Mi invitò a sedermi su una larga pietra, sedendosi accanto, e iniziò nuovamente a strusciare la sua gamba con la mia, poggiandomi la mano sul ginocchio.
    
    "Piace?" mi chiese, ed io annuii emettendo un debole "S'ì".
    
    Allora prese la mia mano e la portò tra le sue cosce. Visto che io non la muovevo me la spinse verso il suo inguine.
    
    "Hai toccato cazzo?" mi chiese, e questa volta mi uscì un flebile "No".
    
    Allora allentò la cintura e mi fece mettere la mano dentro i pantaloni. Il suo pacco era già grosso prima, ma si ...
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