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L'autobus 106
Data: 03/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: oldhotguy99
... gonfiò a dismisura. Al contatto arrossii come un'educanda e mi eccitai tantissimo. Mi disse di tirarglielo fuori ed obbedii. Lo vidi enorme, nero e arcuato, e lo percepii duro, caldo e con la pelle che somigliava al velluto. Che mi ero perso fino ad allora. Mi disse che voleva che in quel momento fossi la sua donna, perché sua moglie era rimasa in Marocco. Gli domandai che cosa fosse avesse fatto con il ragazzo del giorno prima, e mi rispose che l'aveva usato come una vera donna, Poi aggiunse che era sicuro che io sarei stato più femmina di lui, lo sentiva da come tremavo per l'eccitazione. "Vuoi baciare?" ed io senza riflettere mi chinai a baciargli la grossa cappella.rossa. Mi presa la testa con le mani e mi disse di leccare. Lo guardai e gli chiesi di non farmi male: era praticamente una dichiarazione di resa incondizionata. Mi fece inginocchiare tra le sue gambe e mi ordinò di leccalo e poi di prenderlo in bocca. Lo feci, e comprese la mia ingenuità perché stavo fermo. Mi spinse la testa su e giù chiamandomi puttana e scopandomi la bocca. E io ero felice della sua volgarità e del fatto di appartenergli. Avvicinò la sua faccia alla mia infilandomi la lingua in bocca. "Ora ti farò la mia femmina, e ti scoperò il culo fino a spaccartelo." La frase mi diede il colpo di grazia, perché ero tanto eccitato che mi sborrai nelle mutande. "Pivellino, ora vedi come diventi la mia puttanella!" Anche lui non resistette all'idea di avere un govane ...
... verginello tra le mani, e mi sborrò in bocca, tenendomi la testa ferma, costringendomi a bere buona parte del suo caldoo sperma, caldo e dolciastro. Gli africani, ho scoperto allora, non perdono l'erezione e possono continuare a scopare senza cedimenti. Mi fece spoggliare e iniziò a leccarmi il buco del culo, infilndoci la lingua e rendendolo fradicio di saliva. Poi iniziò ad inflarci un dito,poi due, poi tre, poi quattro, per allenarmi ad accettare il suo cazzo non troppo lungo ma ben largo. Si sedette di nuovo sulla pietra e mi ordinò di sedermi sulle sue ginocchia, con la mia schiena contro il suo ampio torace. Mi fece impalare sul suo cazzo, all'inizio lentamente per non farmi male, poi, preso da frenesia, mi spinse già di colpo. Lanciai un grido e mi tappò la bocca con la mano. Iniziò a baciarmi il collo e a mordermi i lobi elle orecchie fino a quando il dolore passò, ed iniziò a muoversi lentemente. Mia moglie la scopo così, ma tu sei più femmina. Dicendo così iniziò ad accarezzarmi il cazzo, tornato in erezione, e poi ad accarezzarmi la pancia, fino ad arrivare ai capezzoli. "Che belle tettine che hai!", ed io risposi "Ti piacciono?". "Poi te le succhio" rispose. Mi ero distratto nel dialogo eccitante, e mi resi conto che il dolore era passato, e anzi quel grosso palo che mi stava trapanando mi dava piacere. Con la sua bocca sul collo e sulle orecchie, con le sue parole volgari ed eccitanti, con le sue mani sui capezzoli il godimento era massimo. ...